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Sgarbi al seggio con la sciarpa rossa: “Qui ho tanti amici”

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Vittorio Sgarbi assieme alla sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei

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San Severino Marche (Macerata), 23 marzo 2026 — Vittorio Sgarbi è tornato nella città che lo vide sindaco all’inizio degli anni Novanta per un gesto semplice ma carico di significato istituzionale: votare. Il critico d’arte si è presentato ieri sera alle 21 al seggio numero 13, allestito nella scuola della frazione di Cesolo, per partecipare al referendum sulla giustizia, scegliendo ancora una volta San Severino Marche come luogo di riferimento per esercitare il proprio diritto di cittadino.

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L’arrivo di Vittorio Sgarbi non è passato inosservato

L’arrivo non è passato inosservato. Con lui c’erano la compagna Sabrina Colle e il suo legale di fiducia, l’avvocato settempedano Giampaolo Cicconi, figura storicamente vicina a Sgarbi anche nei momenti più delicati degli ultimi anni. Ad accoglierlo, all’ingresso del seggio, la sindaca Rosa Piermattei, che ha voluto sottolineare il valore simbolico della visita: “L’incontro ha ribadito il legame mai interrotto tra l’illustre critico d’arte e la comunità settempedana”.

Sgarbi: “A San Severino ho trovato persone vicine”

Dopo il voto, Sgarbi si è fermato a parlare brevemente, richiamando il significato della consultazione referendaria e il rapporto rimasto vivo con la città marchigiana: “Il voto ha registrato molta attenzione perché si è ritenuto che fosse un tema importante. A San Severino Marche ho trovato persone vicine, come l’ottimo sindaco Rosa Piermattei e il mio storico avvocato Giampaolo Cicconi”.

La visita non è stata solo un impegno politico ma anche un momento di convivialità nel segno della tradizione locale. La serata si è conclusa, come da consuetudine per il critico durante le sue tappe marchigiane, all’Osteria Ninetta dell’amico Alberto Rastelletti. “Come ai vecchi tempi abbiamo cenato con piatti dominati dall’immancabile ciauscolo”, ha commentato Sgarbi, celebrando l'eccellenza enogastronomica del territorio che lo ha visto primo cittadino oltre trent'anni fa ma dove ha lasciato un profondo segno.

Ripresa l’attività pubblica dopo una lunga vicenda giudiziaria

La presenza del critico d’arte assume anche un valore ulteriore se letta nel contesto personale che ha attraversato nell’ultimo anno. Negli ultimi mesi Sgarbi ha progressivamente ripreso un’attività pubblica più visibile dopo la lunga vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto sul caso del dipinto La cattura di San Pietro di Rutilio Manetti, opera ritenuta rubata nel 2013 e al centro dell’inchiesta che aveva portato all’accusa di riciclaggio. Il 16 febbraio scorso è arrivata l’assoluzione piena: il fatto non costituisce reato. Una decisione che ha chiuso una delle fasi più difficili della sua recente vita pubblica e personale, segnata anche dalle dimissioni da sottosegretario alla Cultura, incarico lasciato proprio per affrontare la vicenda giudiziaria senza il peso di un ruolo governativo. I suoi legali avevano commentato allora parlando di “ingiusti, e difficilmente riparabili, danni morali e materiali, per un cittadino innocente”.

Oggi più vicino al suo profilo di studioso e divulgatore d’arte

Oggi Sgarbi, che resta sindaco di Arpino e prosindaco di Urbino, sembra voler tornare gradualmente a un profilo più vicino alla sua dimensione originaria di studioso e divulgatore d’arte. Lo conferma anche il recente libro Il cielo più vicino, dedicato al tema della montagna nell’arte come ricerca dell’assoluto. La visita a San Severino, spiegano dal Comune, non si è fermata all’impegno istituzionale: “Non è stata solo un impegno politico ma anche un momento di convivialità nel segno della tradizione locale”. Un ritorno sobrio e senza dichiarazioni sopra le righe.

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