Vertice trilaterale Usa-Ucraina-Russia a marzo. Trump: “Vogliamo chiudere il conflitto”
Nuovo giro di colloqui (preparatori) in vista del trilaterale tra Kiev, Mosca e Washington previsto per gli inizi di marzo. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato che oggi, a Ginevra, il capo negoziatore Rustem Umerov incontrerà i suoi omologhi statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner. Al centro del vertice ci saranno anche lo scambio di prigionieri di guerra e un «pacchetto di prosperità» per la ricostruzione dell’Ucraina.
“Stiamo lavorando per risolvere il conflitto tra Russia e Ucraina”, ha commentato Donald Trump che ha avuto anche un colloquio telefonico con il presidente ucraino. Il trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sarebbe logico solo in una fase conclusiva al fine di “finalizzare un accordo”, ma c’è ancora molto scetticismo intorno a un possibile vertice tra Putin e Zelensky, date “la posizione che mantiene ancora il regime di Kiev”.
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Intanto l’alleanza tra Kiev e Bruxelles rimane granitica, con l’Unione europea che ha adottato la misura per diventare membro fondatore della commissione internazionale per il risarcimento dei danni di guerra all’Ucraina; l’organo competente per esaminare e decidere sulle domande di ristoro relative ai danni, perdite e lesioni causati dalla Russia. Una proposta che adesso dovrà essere approvata dai Paesi membri e dal Parlamento Ue. 2Se inizia una guerra – ha dichiarato l’alto rappresentante, Kaja Kallas –, si paga il conto”.
Da Pechino, invece, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha invocato il coinvolgimento della Cina per risolvere il conflitto, mentre il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha auspicato che si trovi un accordo di pace «globale, duraturo e vincolante». Da Budapest Viktor Orban, che non vuole togliere il veto al prestito europeo di 90 miliardi a Kiev, lancia un allarme: “L’Ungheria non può essere ricattata – ha detto –. Secondo i rapporti dei servizi di sicurezza nazionale, vedo che l’Ucraina sta preparando ulteriori azioni per interrompere il nostro sistema energetico”.
Il premier ha dunque ordinato una maggiore protezione militare delle infrastrutture critiche, aumentando la presenza della polizia e disponendo il divieto di utilizzo dei droni nella contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg. Gli fa eco il ministro degli Esteri magiaro, Peter Szijjarto: "Stiamo accelerando verso la costruzione di un oleodotto con la Serbia”. L’iniziativa, infatti, nascerebbe in seno alla convinzione da parte di Budapest che Kiev stia bloccando il flusso di petrolio che passa attraverso l’oleodotto di Druzhba (secondo l’Ucraina, invece, l’infrastruttura sarebbe fuori uso a causa degli attacchi di Mosca).
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L’ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Valeriy Zaluzhny, ha invece inaugurato ieri la prima fabbrica di droni per le forze di Kiev ospitata nel Regno Unito, secondo un accordo sottoscritto nei mesi scorsi con il governo britannico del premier Keir Starmer. Purtroppo, nel frattempo, la guerra prosegue senza sosta. Quattro persone hanno perso la vita e dieci sono state ferite durante un bombardamento nella regione russa di Smolensk, mentre l’esercito di Mosca ha attaccato con droni Shahed le infrastrutture critiche e di trasporto nei distretti di Mykolayiv e Voznesenskyi. Altre quattro persone, inoltre, sono rimaste uccise nell’area di Zaporizhzhya. Il capo dell’amministrazione militare ucraina, Ivan Fedorov, ha aggiunto che nelle ultime ore i russi hanno lanciato oltre 640 attacchi contro 32 insediamenti nella regione sempre di Zaporizhzhya. Kiev infine ha replicato con raid di droni in Crimea e nella regione di confine di Bryansk.
