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Napoli-Lazio 0-2, Cancellieri e Basic spengono i sogni scudetto degli azzurri

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18.04.2026

Napoli-Lazio 0-2, Cancellieri e Basic spengono i sogni scudetto degli azzurri

Napoli-Lazio 0-2, Cancellieri e Basic spengono i sogni scudetto degli azzurri

Con un gol per tempo la banda Sarri espugna il Maradona, come in campionato non riusciva a nessuno da dicembre 2024: anche in quel caso a passare furono i biancocelesti

Marusic e Cancellieri (Ansa)

Napoli, 18 aprile 2026 - Il Napoli per restare in qualche modo in scia all'Inter, ieri a valanga sul Cagliari, e per difendere la seconda posizione dal Milan (domani di scena a Verona), e la Lazio per riavvicinarsi almeno all'ottavo posto occupato dal Bologna: come già accaduto una settimana fa a Parma, gli azzurri approcciano molto male e vanno in svantaggio già al 6', quando i biancocelesti passano con Cancellieri a chiusura di un'azione tutta in velocità come ce ne saranno molte nel corso di un primo tempo molto complicato per i padroni di casa. A metà match il migliore della banda Conte è Milinkovic-Savic, decisivo in varie occasioni e in particolare al 31', quando respinge il rigore calciato da Zaccagni, che poi fallisce anche la seconda chance avuta sulla ribattuta (punita nell'occasione una spinta di Lobotka su Noslin). Il lungo flirt della squadra di Sarri con il raddoppio si conclude al 57', quando Basic spinge nel sacco la palla del 2-0 sull'ennesima folata offensiva di una Lazio, la prima squadra ad espugnare il Maradona in campionato da dicembre 2024: l'ultima a riuscirci era stata proprio la Lazio, con la chiusura di un cerchio che arriva oggi grazie alla vittoria di Sarri, l'ex oggi forse più rimpianto che mai dal pubblico di Fuorigrotta. Per il Napoli, che si accende solo con Alisson Santos, che colpisce il palo esterno, arriva una sconfitta che sa di sentenza nella lotta scudetto.

Le formazioni ufficiali

  Conte sceglie un 3-4-2-1 aperto da Milinkovic-Savic, protetto da Beukema, Buongiorno e Olivera, con Politano e Spinazzola come quinti e la coppia Anguissa-Lobotka in mezzo al campo: davanti c'è Hojlund, assistito da De Bruyne e McTominay. Sarri replica con un 4-3-3 che tra i pali vede Motta, con Lazzari, Romagnoli, Gila e Tavares in difesa, Basic, Cataldi e Taylor a centrocampo e Cancellieri, Noslin e Zaccagni in attacco.  

  La Lazio prova subito a far male in contropiede, ma la prima sgasata di Noslin viene chiusa bene da Olivera. La seconda fiammata biancoceleste è invece quella buona per sbloccare la gara: è il 6' e Zaccagni supera Beukema, Taylor dal fondo fa lo stesso con Anguissa e poi per Cancellieri, in anticipo su Spinazzola, è un gioco da ragazzi trasformare il tap-in buono con un tocco di prima. La replica del Napoli è in un tiro-cross sbilenco di De Bruyne. Al 10' Cancellieri prova a diventare assistman per Basic, la cui conclusione a effetto non inganna Milinkovic-Savic. Gli azzurri cominciano a crescere, chiamando in causa Motta, prima su un cross di Politano e poi su un tocco da distanza ravvicinata di De Bruyne. Il Napoli macina gioca principalmente a destra con Politano, il più vivace dei suoi, ma quella è anche la corsia nella quale soffre maggiormente in fase di ripiegamento: al 21' De Bruyne torna al tiro da buona posizione, ma la palla finisce alle stelle. Gli azzurri fanno incetta di corner e da uno di essi, al 27', Anguissa si esibisce in un'acrobazia che manda il pallone sul fondo. Proprio nel momento di massimo sforzo, Buongiorno sbaglia tutto, regalando la palla a Noslin, che galoppa, supera Beukema ma viene atterrano da Lobotka: per l'arbitro Zufferli è rigore, ma dal dischetto Milinkovic-Savic ipnotizza Zaccagni, che sulla ribattuta fa anche peggio mandando la palla alle stelle dopo averla tolta a Cancellieri. Nonostante l'episodio infausto, è ancora la Lazio ad attaccare e a sfiorare la rete: al 35' una conclusione di Cancellieri chiama Milinkovic-Savic a un intervento più complicato del previsto, e Noslin sbaglia la ribattuta come fatto in precedenza da Zaccagni. Il Napoli alza il baricentro ma si scopre dietro, un po' il copione di tutto il primo tempo, e solo un attento Milinkovic-Savic evita il peggio sulle conclusioni di Lazzari e Tavares. C'è 1' di recupero che non aggiunge nulla allo spartito: a meno match la Lazio è avanti di uno, e per il Napoli è quasi un affare.

  Conte lascia negli spogliatoi De Bruyne e Anguissa, rimpiazzati da Alisson Santos ed Elmas, ma è ancora la Lazio a farsi preferire, sfiorando subito la rete con la rasoiata da fuori di Taylor: dall'altro lato tira Hojlund, ma il raccolto è solo un corner, mentre al 50' Noslin brucia Spinazzola ma poi apre troppo il mancino sul suggerimento di Zaccagni, che ha qualcosa da farsi perdonare. Arriva poi la prima sgasata di Alisson Santos, che fa ammattire Lazzari e metti in mezzo per Hojlund, che arriva scoordinato sulla sfera complice il disturbo di Romagnoli. Al 57', dopo tante chance fallite, la Lazio raddoppia con Basic, che scarica in porta una palla lavorata da Tavares inizialmente per Cancellieri, mentre Noslin aveva avviato l'azione saltando per l'ennesima volta uno svagato Buongiorno. Alisson Santos non ci sta e prova subito a riaprire la contesa con un destro violento che sbatte sulla parte esterna del palo. Anche Sarri cambia, lanciando Dia, Patric e Provstgaard per Zaccagni, Cataldi e Gila. Conte replica schierando Gutierrez e Giovane per Spinazzola e Lobotka. Al 69' Noslin apparecchia per il tap-in di Dia, che da zero metri manca il bersaglio e, quindi, il colpo del ko: dall'altro lato Politano (poi rimpiazzato da Mazzocchi) tira da buona posizione, ma la palla sorvola la traversa poco prima che Dele-Bashiru rilevi Basic. All'80' McTominay prova a riaprire i giochi con una botta che viene però deviata in corner: nell'azione si fa male Lazzari, rimpiazzato dall'ex Hysaj. I minuti di recupero sono 5, al terzo dei quali Hojlund svetta dagli sviluppi di un calcio d'angolo, ma la palla sfila sul fondo. L'ultimo guizzo è di Giovane, ma la sua botta viene respinta per l'ennesimo giro sterile del Napoli dalla bandierina: è un po' la fotografia dell'intero match degli azzurri, che tornano a cadere al Maradona e, ironia del destino, sempre per mano della Lazio.  

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