Italia, alla scoperta del Bilino Polje, il fortino della Bosnia (nonostante la capienza ridotta)
Italia, alla scoperta del Bilino Polje, il fortino della Bosnia (nonostante la capienza ridotta)
Italia, alla scoperta del Bilino Polje, il fortino della Bosnia (nonostante la capienza ridotta)
Cornice rovente martedì sera per l'Italia nel match di Zenica che deciderà chi andrà ai Mondiali. Agli azzurri appena 500 biglietti in un impianto già espugnato nel 2019, ai tempi di Mancini
L'Italia si allena al Bilino Polje a novembre 2019 (Ansa)
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Roma, 29 marzo 2026 - Sull'importanza del fattore casa nel calcio si è sempre discusso, dividendo la questione tra chi ne sostiene l'indubbia spinta a favore della propria squadra e chi invece reputa la pressione che si genera quasi un effetto boomerang. I pareri possono essere discordanti, ma non quando si parla dello Stadion Bilino Polje, l'impianto di Zenica che martedì 31 marzo alle 20.45 ospiterà la partita tra la Bosnia-Erzegovina, la formazione di casa, e l'Italia: chi vincerà accederà ai Mondiali, mentre chi perderà si leccherà le ferite e stavolta senza appello.
La storia dello stadio di Zenica
Inaugurato nel 1972, dopo appena 8 mesi di lavori, e ristrutturato nel 2012, diventando da quel momento in poi di categoria 3 e quindi buono ad ospitare match europei, l'impianto è privo della pista d'atletica che generalmente fa un po' da cuscinetto tra gli spalti e il campo da gioco: ne beneficiano i decibel del tifo, contro o favore tutt'altro che banali. Mai come in questo caso lo sport si intreccia con la storia, perché 54 anni fa la Bosnia-Erzegovina faceva ancora parte della Jugoslavia: la prima partita dopo l'indipendenza fu il 30 novembre 1995, in occasione di un'amichevole contro l'Albania, finita 0-0. Il 18 novembre 2009, invece, il Bilino Polje (15.292 posti a sedere) ospitò lo spareggio contro il Portogallo, buono ad accedere ai Mondiali dell'anno dopo: con l'auspicio che sia un buon presagio per l'Italia, nonostante il calore di quello che è un autentico fortino, vinsero i lusitani per 1-0. Ciò non toglie che a Zenica la Bosnia-Erzegovina si esalti: fino a ottobre 2006, per un totale di 15 partite a referto, non arrivò alcuna sconfitta. Un altro ko maturò il 9 settembre 2014, quando Cipro si impose nell'ambito di un match valido per le qualificazioni a Euro 2016. Il 13 novembre dell'anno dopo, nell'impianto di Zenica, sempre con vista sui successivi campionati continentali, si disputò la gara di andata contro l'Irlanda, un altro spareggio, terminata 1-1. L'ultimo capito della saga ci sarà martedì sera, con l'Italia a provare a sovvertire il fattore casa, forte di un piccolo grande vantaggio e, anche, di uno svantaggio.
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La capienza ridotta e i biglietti riservati all'Italia
Partendo dal primo, il 15 novembre scorso, in occasione della gara contro la Romania, il Bilino Polje ha fatto vedere il peggio di sé, ricevendo dalla Fifa una multa di 60.000 franchi svizzeri e una giornata da disputare con la capienza ridotta del 20% per "comportamento scorretto della squadra, discriminazione, razzismo, utilizzo di materiale pirotecnico, disturbo durante gli inni nazionali e mancanza di ordine e disciplina dentro e fuori lo stadio". Quella sera, a dispetto della 'cornice', Edin Dzeko e compagni vinsero 3-1 e da allora hanno sempre giocato in trasferta, come martedì faranno gli azzurri, che nell'unico precedente al Bilino Polje, quello del 15 novembre 2019 sotto la gestione di Roberto Mancini, si imposero per 3-0 in una gara valida per le qualificazioni a Euro 2020. Passando allo svantaggio, degli 8.800 posti residui, considerando quelli da lasciare vuoti per ragioni di sicurezza, all'Italia ne andranno appena 500, che potrebbero diventare al massimo 800 contando pure gli ospiti e i biglietti a disposizione della Figc. A loro il compito di farsi valere nella sfida con il tifo rovente di casa: agli azzurri, invece, il compito di spuntarla sul rettangolo verde, nonostante il contesto rovente che si prospetta.
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