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"Ci avete rubato un sogno. Ora cambiate per chi verrà dopo”

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01.04.2026

"Ci avete rubato il sogno Mondiale. La nostra generazione sarà dimenticata, ora cambiate per chi verrà dopo”

"Ci avete rubato il sogno Mondiale. La nostra generazione sarà dimenticata, ora cambiate per chi verrà dopo”

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Roma, 1 aprile 2026 – C’eravamo riuniti, un’altra volta per sperare di andare al Mondiale. Ci guardavamo in faccia, noi ragazzi cresciuti senza mai vedere il colore azzurro dell’Italia alla competizione che tutti sognano di vincere da bambini. I volti ormai sono sfigurati, dal 2017 al 2026 è cresciuta la barba, sono passati i primi amori ed a cadenza di 4 anni abbiamo visto il Mondiale da casa. Ci speravamo, questa volta ancora di più. Per la prima volta in tre spareggi per andare ai Mondiali, ci siamo avvicinati ad un obiettivo che per chi è cresciuto dal 2006 in poi è stato un miraggio. Anche questa volta non è stato così, noi giovani adulti siamo in balia di persone che non hanno cambiato nulla sul fronte calcistico, pur essendoci troppe delusioni.

Un’altra estate passerà, quel sogno che cullavamo da bambini resterà tale anche andando all’università. Chissà se cambierà qualcosa, se cambierà qualcuno, perché nel mentre siamo cambiati tutti noi. La triste realtà è che in molti hanno finito di sperare, hanno terminato le preghiere a disposizione e hanno a che fare con i problemi veri della vita. Adesso abbiamo solamente una richiesta, quella di cambiare. Bisogna cambiare non per noi, ma per chi verrà dopo. Chi è al potere del pallone non ce l’ha fatta a darci nella nostra giovane età la possibilità di coltivare un sogno che era prassi per chi ci ha preceduto. Ormai una generazione è stata persa, la nostra generazione sarà dimenticata calcisticamente e così anche i protagonisti peggiori di questo periodo storico.

I nostri figli ci ricorderanno come gli sfortunati ragazzi della peggiore era del calcio tricolore. Adesso a noi resta solamente il ricordo di una notte di luglio del 2021, in quel momento ci sentivamo imbattibili e ci possiamo solamente aggrappare a quell’emozione per credere che una soddisfazione arriverà anche per noi, per credere che il pallone non ci riderà per sempre conto.

Tornando al lavoro, tornando alla vita quotidiana dopo il disastro in Bosnia, ancora alcuni ragazzi (ormai pochi) staranno già controllando dove si disputerà il prossimo mondiale. La destinazione è molto più vicina rispetto a quella di quest’anno, la Spagna ed il Marocco sono mete molto più belle ed anche economiche. Magari alcuni saranno diventati padri, ma nel cuore saranno ancora quei bambini con le lacrime di San Siro, le lacrime del Barbera di Palermo ed adesso anche quelle di Zenica in Bosnia.

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