Lazio in finale di Coppa Italia: Atalanta battuta ai rigori. Motta eroe, ne para 4 su 5
Lazio in finale di Coppa Italia: Atalanta battuta ai rigori. Motta eroe, ne para 4 su 5
Lazio in finale di Coppa Italia: Atalanta battuta ai rigori. Motta eroe, ne para 4 su 5
Parità dopo il supplementari. Il 21enne ferma per quattro volte gli atalantini e i biancocelesti raggiungono l’Inter
Edoardo Motta salva la porta dopo il tiro di Gianluca Scamacca (Ansa)
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Bergamo, 22 aprile 2026 - Si chiama Edoardo Motta, ha compiuto 21 anni il 13 gennaio scorso ed è l'eroe della semifinale tra Atalanta e Lazio. Il portiere laziale decide la semifinale di ritorno alla New Balance Arena, parando quattro penalty e regalando la finale al popolo capitolino. Ai tempi regolamentari è 1-1, con il vantaggio di Romagnoli, a cui ha risposto Pasalic, poi dal dischetto segna solo Raspadori per la Dea, mentre ai biancocelesti bastano Isaksen e Taylor per poter staccare il pass finale, dove affronteranno l'Inter di Chivu il prossimo 13 maggio.
Per questa sfida importantissima, Palladino sceglie Krstovic come prima punta al posto di Scamacca, mentre conferma quasi in toto le ipotesi della vigilia. In difesa Hien viene tenuto inizialmente in panchina, ci sono Scalvini, Djimsiti e Kolasinac a protezione di Carnesecchi nella linea arretrata. In mediana c'è la coppia De Roon ed Ederson al centro, mentre Zappacosta e Bernasconi occupano le corsie. Davanti De Ketelaere fa coppia con Zalewski alle spalle proprio dell'attaccante montenegrino. Qualche cambio anche per Sarri rispetto alle ipotesi delle ore antecedenti la sfida. Confermata la difesa con Marusic, Gila, Romagnoli e Nuno Tavares a proteggere Motta tra i pali. In mediana detta i tempi del reparto Patric, affiancato da Basic e Taylor. Le vere sorprese però sono in attacco, dove Cancellieri e Zaccagni affiancano Noslin nel tridente laziale.
Partenza sprint da parte dell'Atalanta a caccia di un vantaggio rapido, spinto anche da una caldissima New Balance Arena. La pressione alta degli orobici mette grande pressione dà tante difficoltà al palleggio ospite, costruendo anche qualche prima azione pericolosa. Motta si rende subito protagonista con un paio di uscite preziose, aiutate dal super lavoro in avvio di gara di Gila. La partita si gioca con grande intensità agonistica, ma nessuna delle due squadre vuole scoprirsi, rendendo così la sfida avara di emozioni in avvio.
La Dea tiene la pressione alta, ma rispetto all'avvio, cominciano ad aumentare gli errori in palleggio. Prova così ad approfittarne la Lazio, che con qualche incursione, alimentata dal grande atletismo degli interpreti a sua disposizione, crea scompiglio nella retroguardia orobica. Continuano però a latitare le occasioni da gol: da entrambi i lati le migliori occasioni costruite finiscono per sbattere contro il muro delle difese. C'è poco spazio da entrambe le parti per attaccare con ritmo in profondità e per questo prevale sempre l'organizzazione difensiva nella prima mezz'ora di sfida.
La gara però è tutt'altro che spenta, si sente tutto il peso di questa semifinale, fondamentale per entrambe le squadre e per la loro stagione. Tanto agonismo da parte di tutti i protagonisti e nonostante il metro arbitrale di Colombo sia molto europeo, con tanti contatti lasciati correre, arrivano nell'ultima parte di primo tempo anche i primi cartellini. Al 30' Kolasinac spende il suo cartellino giallo per fermare l'avanzata di Cancellieri in ripartenza. Qualche minuto più tardi lo stesso esterno laziale finisce sul taccuino dei cattivi dopo un intervento irruento ai danni di Ederson.
Nonostante l'agonismo elevato però nessuna delle due squadre riesce a sbloccare il match. Il primo tempo infatti termina senza nessun colpo di scena, è 0-0 tra Atalanta e Lazio, la paura, gli errori in palleggio e la forza delle rispettive difese hanno avuto la supremazia in questa prima parte di gara.
Nessun cambio all'intervallo, le due squadre riprendono il match con gli stessi ventidue protagonisti della prima frazione. Così come successo in avvio di gara, prova la Dea a spingere fin da subito, attaccando la profondità. Al 51' una palla persa nella propria metà campo da parte della Lazio, accende la ripartenza rapida dell'Atalanta. De Ketelaere arriva bene sul lato corto di destra dell'area di rigore: pallone a rimorchio per l'inserimento al limite centrale di Krstovic. Tiro potente del montenegrino, ma senza angolazione, respinge Motta. Primo vero squillo di questa gara. Non solo però un segnale incoraggiante per Palladino, anche una brutta notizia. Al 56' infatti il tecnico è costretto a rinunciare a Bernasconi, il quale accusa un intervento piuttosto duro da parte di Patric. Il giovane italiano non ce la fa, al suo posto entra Bellanova, schierato a destra, con Zappacosta spostato a sinistra.
L'Atalanta però è in fiducia e al minuto 61 arriva a un nonnulla dal vantaggio. Cross in area di De Ketelaere, respinto prima con la gamba, poi con il braccio da Gila, sul pallone vagante arriva Motta, ma non trattiene. Krstovic così tocca la sfera dalle mani del portiere, serve Ederson, il quale da due passi mette in porta. Colombo inizialmente convalida la rete, ma dopo una lunga revisione in sala Var, viene chiamato all'on-field review. Dopo la visione da bordo campo, la decisione è di revocare la rete e assegnare il fallo ai danni del portiere laziale. Si resta dunque sullo 0-0, con Sarri a utilizzare i suoi primi due cambio proprio al termine della revisione: entrano Lazzari e Isaksen per Marusic e Cancellieri. La risposta di Palladino è affidata a un triplo cambio con Raspadori, Pasalic e Koussounou, per Zalewski, De Roon e Kolasinac.
Al 73' maxi-occasione di marca biancoceleste. Sul lancio lungo da dietro parte Noslin, il quale batte Scalvini nel duello individuale, si libera di Carnesecchi, ma i recuperi non gli permettono di calciare bene verso la porta, e il suo sinistro finisce largo. Proteste per un tocco di mano di Scalvini, non ravvisato però né da arbitro, né dalla sala Var. Brutte notizie per altro per Sarri, il quale deve rinunciare a Gila per un problema alla caviglia, al suo posto entra Provstgaard, insieme al danese entra anche Dele-Bashiru, il quale rileva Basic.
La gara entra nella sua parentesi conclusiva con l'ingresso in casa Lazio di Cataldi per Patric, una sostituzione arrivata al termine di un salvataggio clamoroso di Pasalic su Noslin, per evitare il tiro da posizione vantaggiosissima dell'olandese. Siamo al minuto 84' in questa sequenza, che sblocca di colpo la partita e vede due gol in altrettanti minuti. Sugli sviluppi del corner infatti si addormenta la difesa bergamasca, il cross di Zaccagni pesca benissimo Romagnoli, il quale tocca da pochi passi e insacca la rete. Il vantaggio biancoceleste però dura pochissimo, perché sulla seguente battuta da fermo, viene servito benissimo nell'area piccola Krstovic. Sponda deliziosa del montenegrino con il lavoro spalle alla porta per Pasalic: il croato apre il piattone, deviazione di Taylor e palla in porta. Siamo al minuto 86 e la gara ha cambiato due volte il punteggio, ma rimane l'equilibrio: è 1-1 alla New Balance Arena tra Atalanta e Lazio.
La partita ora è tesissima. La Dea spinge per evitare i supplementari e al 95' arriva a pochissimi centimetri dal vantaggio. Cross perfetto in area di Zappacosta, dopo un primo traversone respinto, a pescare lo stacco perfetto di Scamacca, il quale mette la sfera in diagonale verso il primo palo. Preso in controtempo Motta, con un colpo di reni riesce a spingere il pallone contro il palo e negare il gol all'avversario. Intervento miracoloso da parte del portiere biancoceleste. Su questa occasione si spengono i tempi regolamentari: è ancora 1-1 tra orobici e capitolini, la gara va ai tempi supplementari.
Tempi supplementari e calci di rigore
Nel primo tempo supplementare la Lazio forse per la prima volta prova a imporre il proprio ritmo, mentre l'Atalanta sembra aver accusato il mancato gol alla fine dei regolamentari. Palladino opera subito il suo ultimo cambio e inserisce Ahanor per Scalvini. Nonostante l'avvio complicato di supplementari, sono proprio i nerazzurri a battere il primo colpo. De Ketelaere dal vertice di destra crossa benissimo sul palo lontano per Zappacosta, il quale fa la torre per Raspadori al centro, bravo da due passi a mettere in porta, gonfiando la rete. Anche qua però, come successo in avvio di secondo tempo, si strozza in gola l'urlo di gioia dei tifosi atalantini, perché il Var ravvisa una posizione di fuorigioco dell'esterno italiano sul cross del belga. Rete annullata, si resta sul punteggio di 1-1.
Anche Sarri opera già nel primo supplementare il suo cambio extra, inserendo Pedro per Zaccagni. Nel finale di primo overtime un'occasione per parte entrambe respinte da un giocatore dell'Atalanta. Nella prima occasione Raspadori si mette in mezzo al tiro in diagonale di Pasalic e gli nega una buona occasione. Sulla seconda invece Dele-Bashiru trova un buon cross in area di rigore, Djimsiti lo respinge prima che diventi pericoloso. Non cambia nulla dopo il primo supplementare, sempre pari alla New Balance Arena.
Nel secondo tempo supplementare emerge anche la stanchezza delle due squadre. L'Atalanta palleggia, ma non ha le forze di sfondare la linea compattissima della difesa laziale. Qualche guizzo però c'è ancora e la Lazio nel finale prova anche ad approfittarne. Pedro con un ottimo scatto e seguente recupero alto provoca l'ammonizione per Scamacca e conquista una punizione da ottima posizione, ma sul cross perfetto di Nuno Tavares, Romagnoli non arriva sul pallone per una questione di millimetri. Ammonito anche Lazzari nel finale, ma non cambia la sostanza del match. Dopo due partite, la seconda da 120' è ancora tutto in parità, la seconda finalista si decide ai calci di rigore.
Parte la Dea a tirare dagli undici metri con Raspadori sotto la curva dei propri tifosi di casa. L'italiano apre il destro, spiazza Motta e porta avanti i nerazzurri. La risposta laziale è affidata a Nuno Tavares: un mancino forte a incrociare, su cui però vola Carnesecchi a respingere per portare avanti la sua squadra. Scamacca però non concretizza il vantaggio, anche lui incrocia il destro in maniera potente e abbastanza precisa, super intervento di Motta a respingere. Cataldi però non coglie l'occasione offerta dal compagno, facendo sbattere il suo destro aperto sul palo. Neanche dagli undici metri si segna in questa sfida: Motta ipnotizza anche Zappacosta. Il portiere biancoceleste indovina l'angolo alla sua sinistra e para.
Serve il terzo rigore laziale per vedere una nuova rete, quando Isaksen incrocia il mancino e spiazza Carnesecchi per pareggiare la sfida. L'eroe della serata laziale però sta diventando penalty dopo penalty Motta. Il classe 2005 para anche il rigore di Pasalic, indovinando l'angolo sulla sua destra e Taylor segna per regalare ben due match point alla biancoceleste. Ne basta uno solo però alla Lazio per conquistare la finale, perché Motta si ripete per una quarta volta. Il portiere laziale trova ancora una volta l'angolo giusto, fermato anche il penalty di De Ketelaere ed è finale per i biancocelesti. L'Atalanta si blocca dagli undici metri di fronte a Motta, la Lazio invece vola in finale per provare a contendere la Coppa Italia all'Inter e conquistare un'insperata qualificazione europea.
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