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Bosnia, l'eterno Dzeko e una difesa molto "italiana": chi sono gli avversari degli Azzurri

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Bosnia, i giocatori. L'eterno Dzeko e una difesa molto "italiana", chi sono gli avversari degli Azzurri

Bosnia, i giocatori. L'eterno Dzeko e una difesa molto "italiana", chi sono gli avversari degli Azzurri

Il cigno di Sarajevo resta il leader tecnico e carismatico, non c'è più Pjanic ma la rosa ha molta più qualità diffusa e soprattutto ha una futura stella in Alajbegovic

Edin Dzeko con la maglia dello Schalke04 (Afp)

Zenica (Bosnia-Herzegovina) 30 marzo 2026 - L'Italia sogna un ritorno ai Mondiali atteso ben 12 anni, ma lo stesso fa la Bosnia-Herzegovina. Nell'edizione brasiliana del 2014 infatti non si marca solo l'ultima presenza azzurra alla Coppa del Mondo, ma anche l'unica storica della rappresentativa balcanica. Da allora sono cambiate tante cose: gli Azzurri hanno cambiato più volte pelle e uomini, aggiungendo anche un titolo europeo, senza però riuscire a tornare sul palcoscenico più grande del mondo. Dall'altra invece i bosniaci hanno provato a consolidarsi a livello internazionale, senza però riuscire a partecipare a altre kermesse, né mondiali, né europei. 

Per la Bosnia però l'occasione è ghiotta e il sorteggio in Svizzera ha dato loro il vantaggio del fattore campo. L'Italia infatti sarà ospite a Zenica di uno stadio incandescente, pronto a creare un clima ostile agli Azzurri, in virtù anche delle polemiche di questi giorni antecedenti la sfida. Rispetto al 2014 la rosa bosniaca è cambiata molto e se forse conta meno carisma nei suoi uomini di spicco, al tempo stesso vanta una rosa più completa e con maggiore qualità in tutti i reparti. 

La rosa della Bosnia-Herzegovina

Edin Dzeko resta la certezza di questa nazionale. Capitano ieri e oggi della Bosnia, il cigno di Sarajevo è già oggi il giocatore simbolo di un Paese, il più forte e carismatico ad aver mai vestito questa maglia. Un totale di oltre 140 presenze, con oltre 70 gol segnati per l'attaccante ex Roma, Inter e Fiorentina, oggi impegnato a riportare in Bundesliga lo Schalke 04. Ad accompagnarlo però non ci sono più gli "italiani" Miralem Pjanic e Senad Lulic, mentre c'è ancora Saed Kolasinac, diventato uno dei pilastri della retroguardia dell'Atalanta e della Nazionale.

A partire dalla retroguardia, se il difensore atalantino è la certezza, al suo fianco tanti giovani talenti stanno fiorendo, alcuni anche in Italia. Tarik Muharemovic del Sassuolo è infatti quello dal valore economico più alto non solo del reparto, ma anche il secondo di tutta la rosa (fonte: Transfermarkt). Un giocatore cresciuto nelle giovanili della Juventus e ora esploso in maglia neroverde, dove è uno dei grandi protagonisti della rosa sassolese, nonostante sia solo il suo primo anno di Serie A. Da tenere d'occhio anche il terzino del Benfica, Amar Dedic, giocatore di spinta, cresciuto nell'orbita delle squadre del gruppo Red Bull, prima di esplodere a Salisburgo, fino ad arrivare a Lisbona. Titolarissimo sotto la guida di José Mourinho, ha faticato molto nella sfida contro il Real Madrid quando attaccato con costanza nell'uno contro uno. In porta l'eroe di Cardiff è Nikola Vasilj, portiere titolare del St. Pauli in Bundesliga. 

In mediana il nuovo perno del reparto è Benjamin Tahirovic. Il centrocampista classe 2003 non ha brillato nelle sue parentesi alla Roma o all'Ajax, ma questa stagione è diventato leader tecnico del Bröndby in Danimarca. Una grande crescita che potrebbe a breve riportarlo sui palcoscenici più importanti d'Europa. Affiancato a lui c'è sempre uno tra i più esperti in Ivan Sunjic o Amir Hadziahmetovic, giocatori rispettivamente del Pafos (Cipro) e dell'Hull City. Altro giocatore interessante del centrocampo è Amar Memic, esterno del Vitkoria Plzen di ottima qualità palla al piede, sulle cui tracce ci sono suadre come Ajax e Olympique Lione.

Davanti però è dove la generazione attuale di calcio bosniaco sembra avere il proprio massimo potenziale. Come detto il perno resta l'eterno Edin Dzeko, ma le alternative non mancano. Ermedin Demirovic è salito in cattedra dopo l'addio di Woltemade dallo Stoccarda e con Undav sta trascinando gli Svevi a un'altra grande stagione di Bundesliga. Insieme a lui anche Haris Tabakovic è un grande protagonista di Bundes, dov'è il bomber principale del Borussia Monchengladbach.

Il giocatore che ha attirato su di sé però gli occhi di tutti è il giovanissimo classe 2007 Kerim Alajbegovic. Bosniaco ma nato a Colonia, è uno dei prodotti del vivaio del Red Bull Salisburgo. Un esterno ambidestro, capace però anche di giocare in trequarti. In estate diventerà un giocatore del Bayer Leverkusen, ma a fare notizia è stato come sia lui il giocatore a essersi preso la responsabilità di tirare il rigore decisivo al Cardiff City Stadium per portare la Bosnia a questa sfida. Senza dubbio già oggi è il presente della Bosnia e sarà lui il futuro di questa nazionale. 

Il CT della Bosnia-Herzegovina

A guidare questa squadra è il CT Sergej Barbarez, arrivato il 19 aprile 2024 a guidare la squadra, ha ereditato la posizione dal serbo Savo Milosevic. Nato a Mostar, il commissario tecnico ha avuto una carriera da calciatore importante in Germania, dove ha vestito maglie come quella del Borussia Dortmund, dell'Amburgo e del Bayer Leverkusen. Uno dei primi grandi rappresentanti della nazionale bosniaca nel mondo, con cui ha giocato 47 volte, siglando 17 reti e portando spesso al braccio la fascia di capitano. Quella sulla panchina della Bosnia è la sua prima esperienza da professionista come allenatore e la sua mentalità è quella di una squadra che mostra spesso qualche pecca in difesa, ma sempre tenace e con le qualità per ribaltare qualunque risultato. Le loro ultime cinque gare hanno visto la Bosnia subire sempre gol, solo in un'occasione è andata ko, ovvero il 9 settembre scorso, quando l'Austria si impose proprio a Zenica per 1-2. In questa sequenza però anche una sola vittoria, quando si imposero per 3-1 sulla Romania.

Cosa aspettarsi dunque dalla sfida di Zenica? La Bosnia è una squadra di grande impatto fisico e aggredirà l'Italia, mantenendo però un baricentro prettamente basso. La qualità della formazione bosniaca viene esalta quando può alzare i giri del motore e gode di tantissimi colpitori di testa, quindi servirà grande attenzione sui calci piazzati. È una squadra che commette degli errori se pressata con qualità, non brilla per la tecnica dei suoi palleggiatori, ma vanta elementi di spicco in area e tanta gamba sulle corsie. L'Italia dovrà tenere alta l'intensità e soffocare la manovra isolando i due attaccanti del 4-4-2 bosniaco, il cui lavoro sarà quello di lavorare di sponda per alimentare le fasce, da dove la Bosnia costruisce le sue migliori occasioni da gol.  

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