Dalla ‘A’ di Adams alla ‘Z’ di zona Cesarini: l’alfabeto di un mondiale che non dimenticheremo
Erling Braut Haaland rientra insieme a un procione dai Mondiali 2026 all'aeroporto di Oslo, in Norvegia
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Il Mondiale a 48 squadre ha regalato sorprese inaspettate in campo e immancabili polemiche fuori. Per riavvolgere il nastro di un'edizione decisamente storica, ecco una piccola guida alfabetica.
Dalla A alla E: drammi, ribaltoni e giovani stelle
Adams. Come il povero Jayden, 25enne calciatore sudafricano trovato morto a Città del Capo, pochi giorni dopo la scomparsa della nonna che l’aveva segnato profondamente.
Balogun. L’attaccante degli Usa è diventato un caso suo malgrado: espulso ingiustamente, altrettanto ingiustamente riammesso per grazia ricevuta su richiesta di Trump. E quando gli Usa sono usciti ha ammesso: “La mia vicenda ha innervosito il gruppo”.
CT. Dopo le eliminazioni, le panchine sono saltate come i botti a capodanno: ben sedici ct hanno perso il posto, in pratica uno su tre visto che le squadre erano 48, anche se la Tunisia ha voluto strafare cambiandone uno dopo la prima partita (Renard per Lamouchi) e incassando l’addio........
