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Referendum, Nordio: giù i toni. Mulè: “La riforma non minaccia i pm”

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24.02.2026

Forza Italia, ieri c’è stato un vivace dibattito all’UniCal di Cosenza. Ordinaria dialettica o intemperanza?

"Andavo in partibs infidelium. Non si va solo dove c’è la comodità. Quindi è giusto andare a sfidare in campo aperto l’avversario dando argomenti possibili per una scelta libera”.

La contestazione di uno studente però ha riscosso grancassa mediatica...

“Io mi sono un attimo infervorato quando mi hanno rimproverato che non potevo prendere la parola perché non avevo titolo a parlare di legalità. “Amico – gli dico –. Datti una calmata, perché nessuno si può permettere di darmi patenti di legalità“. Sono questi gratterini, se così si possono definire, che dispensano patenti di legalità. Per altro, alcuni deputati locali presenti si sono anche scusati per l’episodio”.

Intanto la campagna referendaria è entrata nel vivo e sembra dividersi tra chi alimenta la propria parte, come sembra prediligere il Pd, e chi, come lei e Giuseppe Conte, entra nell’arena…

“Può darsi. Ma anche Conte ripete sempre lo stesso ritornello stonato. Non parla del referendum, ma di ciò che potrebbe accadere se un domani, con legge ordinaria, si possano fare cose diverse”.

Intanto però, forse perché giurista, è l’esponente dell’opposizione che più si presta a entrare nell’arena…

“Entra nella fossa e poi vuole fare il duello sui dromedari e parla di moralità della politica e di magistrati non assunti. Ne abbiamo assunti duemila in tre anni con procedure accelerate. E

quasi diecimila tecnici amministrativi su 12mila, con gli altri che entreranno a scorrimento. Tanto per sostanziare che la Costituzione non è poesiola che si cambia con le rime di un poeta dialettale: è un testo sacro, per cui esistono lucchetti come le 4 letture, la maggioranza dei due terzi e il referendum”.

Nondimeno è in atto uno scontro tra politica e magistratura, con relative accuse alla maggioranza di minacciare la separazione dei poteri a vantaggio delle caste dei colletti bianchi.

“La separazione dei poteri è un concetto impenetrabile. Neanche Arsenio Lupin potrebbe  anometterlo. Dal punto di vista liberale si tratta di una preoccupazione quasi spirituale. In nessun modo vengono minacciati dalla riforma l’obbligatorietà dell’azione penale e la funzione del pm, l’ingresso per concorso, il fatto che nell’Alta corte disciplinare i magistrati siano maggioranza”.

Chiunque vinca, la polarizzazione radicalizzerà il dopo referendum?

“Tradiremmo lo spirito della consultazione. Il mio interesse come Forza Italia sarà inserire nei Csm persone non di parte, senza alcuna velleità di controllo aritmeticamente e istituzionalmente infondata”.


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