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Rottamazione quinquies 2026, scadenza vicina. Ecco i debiti che rientrano nella sanatoria

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18.04.2026

Rottamazione Quinquies, è possibile presentare domanda all'Agenzia delle Entrate fino al 30 aprile (Marco Carli)

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Roma, 18 aprile 2026 – Scatta il conto alla rovescia per la rottamazione-quinquies. Il termine per presentare la domanda è fissato al 30 aprile e, per i contribuenti interessati, si apre una finestra che può alleggerire in modo significativo il peso dei debiti iscritti a ruolo. La nuova definizione agevolata, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, consente infatti di saldare alcune pendenze con il Fisco e con l’Inps senza versare sanzioni, interessi e aggio, con la possibilità di scegliere tra pagamento in unica soluzione o un piano fino a 54 rate bimestrali in 9 anni. Il dato economicamente più rilevante è proprio questo: non si tratta di una sanatoria generalizzata, ma di una misura selettiva che punta a rendere più sostenibile il rientro per una platea circoscritta di contribuenti. Sono inclusi, secondo quanto spiega Agenzia delle entrate-Riscossione, i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 derivanti da imposte dichiarate ma non versate, dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni, dall’omesso versamento di contributi Inps non legati ad accertamento, oltre alle sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada irrogate dalle Prefetture. Restano dunque fuori altri carichi che non rientrano espressamente in queste fattispecie. La scelta del legislatore è chiara: offrire una via d’uscita soprattutto ai debiti ‘fisiologici’ da omissione o difficoltà di pagamento, più che a quelli nati da contestazioni accertative vere e proprie. In questo senso la rottamazione-quinquies ha anche una valenza di politica economica: punta a favorire l’emersione e la chiusura di posizioni rimaste aperte per anni, alleggerendo il magazzino della riscossione e, nello stesso tempo, dando ai contribuenti una prospettiva di regolarizzazione meno onerosa. Un altro aspetto importante riguarda la procedura. La domanda va inviata solo online sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, utilizzando la sezione dedicata alla ‘Definizione agevolata’. Chi accede dall’area riservata con Spid, Cie o Cns trova un sistema che seleziona automaticamente i soli debiti “rottamabili”, rendendo più semplice l’adesione. In alternativa si può procedere anche dall’area pubblica, senza credenziali, ma allegando un documento di riconoscimento e indicando i riferimenti delle cartelle o degli avvisi che si intendono inserire nella richiesta. Sul piano pratico, uno degli strumenti più utili è il prospetto informativo, che permette di conoscere in anticipo quali carichi rientrano nella misura e quale sarebbe l’importo da pagare in forma agevolata. Anche questo può essere richiesto online. Dall’area riservata il sistema invia entro 12 ore una email con il link per scaricare il prospetto entro 5 giorni; dall’area pubblica la procedura richiede prima la verifica della documentazione allegata. Per chi sceglie il pagamento dilazionato, la norma stabilisce che ogni rata non possa essere inferiore a 100 euro. La prima scadenza concreta arriverà comunque più avanti: entro il 30 giugno 2026 Agenzia delle entrate-Riscossione invierà la comunicazione con l’esito della domanda, l’ammontare dovuto e i moduli di pagamento. La prima o unica rata dovrà poi essere versata entro il 31 luglio 2026. C’è infine un capitolo delicato che riguarda i contribuenti già passati dalle precedenti definizioni agevolate. La rottamazione-quinquies riapre infatti una possibilità anche per chi è decaduto dalle prime tre rottamazioni o dal saldo e stralcio, così come per alcuni debiti già inclusi nella rottamazione-quater o nella relativa riammissione, purché al 30 settembre 2025 i benefici risultassero persi. Restano invece esclusi i debiti già inseriti in piani della quater per i quali, alla stessa data, risultavano versate tutte le rate scadute. In sintesi, la misura offre un vantaggio reale ma non indiscriminato: alleggerisce il conto da pagare, spalma nel tempo l’esborso e digitalizza l’accesso alla procedura, ma impone ai contribuenti di muoversi in fretta e di verificare con precisione se i propri carichi rientrano davvero nel perimetro previsto. Per molti, più che l’ennesima rottamazione, può essere l’ultima occasione utile per chiudere una partita aperta con il Fisco a condizioni più favorevoli.

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