Choke points, i colli di bottiglia che fanno tremare l’economia globale
I grandi choke points marittimi
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Roma, 27 aprile 2026 – Non sono soltanto passaggi geografici. Sono leve di potere, moltiplicatori di costo, interruttori dell’inflazione. I grandi choke points marittimi — Hormuz, Malacca, Suez, Bab el-Mandeb, Panama, Gibilterra, Bosforo e Dardanelli — sono diventati il punto più vulnerabile della globalizzazione. Per trent’anni il commercio mondiale ha vissuto sull’idea che il mare fosse una grande autostrada aperta, prevedibile, relativamente economica. Oggi scopre che quella rete passa da poche strettoie, e che basta una guerra, una siccità, un attacco a una nave o una crisi diplomatica per trasformare la logistica in shock economico.
Il dato di partenza spiega tutto: oltre l’80% del volume degli scambi mondiali di merci viaggia via mare, secondo l’Unctad. Il trasporto marittimo resta dunque la spina dorsale dell’economia globale, ma anche la sua fragilità nascosta. Nel 2024 il commercio marittimo è cresciuto del........
