Auto, il nuovo piano cambia rotta: meno bonus a pioggia, più industria
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (ImagoE)
Articolo: Volkswagen, la crisi morde: a rischio fino a 100mila posti di lavoro. Verso la chiusura di quattro stabilimenti
Roma, 26 giugno 2026 – Non è il ritorno del vecchio incentivo auto indistinto, costruito per spingere rapidamente le immatricolazioni. Il nuovo Dpcm Automotive, che anticipiamo, sposta il baricentro: meno sussidi generalizzati alla domanda, più risorse alla filiera, agli investimenti produttivi, alla ricerca e alla riconversione industriale. Il decreto programma circa 1,35 miliardi di euro del Fondo Automotive fino al 2030, includendo anche risorse residue del 2025, e destina la quota prevalente agli strumenti per le imprese: Accordi per l’innovazione e mini-contratti di sviluppo.
Più filiera, meno mercato assistito
La scelta politica è chiara: sostenere l’offerta prima ancora dei consumi. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato di un intervento per accompagnare la “transizione industriale”, rivendicando una linea che sposta l’asse dai sussidi al mercato agli investimenti in ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita........
