menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il prof eroe salva i liceali in gita a Praga: “Così ho fermato il pullman ad alta velocità fuori controllo in autostrada”

15 0
17.04.2026

Domenico Lucifora, docente del liceo scientifico Cavalleri di Parabiago

Articolo: Vigevano, Jennifer Pedano non ce l’ha fatta: morta la mamma di 32 anni sbalzata dalla moto

Articolo: Ammalarsi di lavoro: aumentano le denunce, ma ottenere il riconoscimento di disturbi fisici e “tecnostress” è un’impresa

Articolo: Gemellaggio Milano-Tel Aviv, la lettera del sindaco Huldai a Sala: “Ponte di dialogo vitale”. L’ira dei Verdi: “Inaccettabile non interromperlo”

Praga – Un viaggio d’istruzione che rischiava di trasformarsi in tragedia e che invece si è concluso con un atto di sangue freddo e coraggio. Protagonista un docente del liceo scientifico Cavalleri di Parabiago, Domenico Lucifora, che ha evitato il peggio durante una gita scolastica nella capitale ceca.

La classe, la quarta B, era a Praga insieme agli insegnanti, tra cui il docente di sostegno che seguiva anche una studentessa in carrozzina. Proprio per le difficoltà legate alle barriere architettoniche della città e all’impossibilità di utilizzare i mezzi pubblici, il gruppo si era affidato a un pulmino da circa venti posti per gli spostamenti. Quel mezzo, per quattro giorni, era diventato il loro punto di riferimento. Fino al rientro da una visita particolarmente toccante: un campo di concentramento a circa un’ora da Praga. Il clima era già pesante, i ragazzi provati. Poi, all’improvviso, qualcosa cambia.

Vigevano, Jennifer Pedano non ce l’ha fatta: morta la mamma di 32 anni sbalzata dalla moto

Il pulmino è in autostrada, viaggia a velocità sostenuta. Il professore Lucifora è seduto davanti, per aiutare con le indicazioni in fase di ritorno. A un certo punto nota un dettaglio che non torna: il mezzo è finito sulla corsia di emergenza, sbanda e l'autista non risponde. Alza lo sguardo e vede l’autista fissare lo specchietto retrovisore, come immobile. "Gli ho parlato, gli ho detto ‘it’s ok?’, ma non rispondeva. Dopo tre volte ho capito che qualcosa non andava”, racconta. La situazione precipita in pochi secondi. L’autista non reagisce, sembra incosciente. Il mezzo continua a correre, tra i 90 e i 100 chilometri orari. Non c’è tempo per pensare.

Lucifora si slaccia la cintura, si sporge in avanti, mette una mano sul volante mentre insieme alle colleghe prova a scuotere il conducente. Nessuna risposta. A quel punto compie il gesto decisivo: infila il piede sul freno e riesce a rallentare il pulmino, portandolo completamente sulla corsia di emergenza con le quattro frecce. Una manovra istintiva, ma precisa. Salvifica.

Pochi istanti dopo arriva un colpo di fortuna: nelle vicinanze c’è un posto di blocco della polizia. Gli agenti intervengono immediatamente, chiamano i soccorsi. L’autista viene preso in carico e trasportato in ambulanza. “Era caldo e sudato – raccontano i docenti – poteva essere un ictus o un principio di infarto”. Oggi si sa che sta bene, anche se sulle cause del malore resta riserbo.

Per gli studenti, però, resta lo shock. “I ragazzi sono stati forti, ma molti hanno avuto un crollo emotivo. Si sono sostenuti tra loro”, spiega il docente. “E noi insegnanti abbiamo fatto lo stesso: ci siamo messi a fare squadra, a consolarli”. 

I ragazzi sono stati forti, ma molti hanno avuto un crollo emotivo. Si sono sostenuti tra loro

Il gruppo è poi riuscito a rientrare, portandosi dietro una storia che difficilmente dimenticherà. Una vicenda in cui, in pochi secondi, il destino di una classe intera è passato dalle mani di un autista a quelle di un professore. E dove il sangue freddo ha fatto la differenza tra il panico e il ritorno a casa

© Riproduzione riservata


© Quotidiano