Referendum giustizia 2026: quando si vota e cosa prevede in breve. Il quesito e i nodi
Roma, 23 febbraio 2026 – A un mese dalla chiamata alle urne, l’Italia si scopre ancora sospesa. Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo non scalda le piazze, ma attraversa in profondità i palazzi e le toghe. È una consultazione confermativa, prevista dall’articolo 138 della Costituzione: i cittadini sono chiamati a dire l’ultima parola su una legge di revisione costituzionale già approvata dal Parlamento, ma senza la maggioranza dei due terzi. Niente quorum: chi vota decide.
Quando e perché si vota
Il cuore dello scontro: separazione delle carriere
Due Csm al posto di uno
La nuova Corte disciplinare
Il nodo del sorteggio
Il quesito è uno solo, ma pesa come un macigno. Riguarda la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, la nascita di due distinti Consigli superiori della magistratura, l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare e l’introduzione del sorteggio per parte dei componenti degli organi di autogoverno. La formulazione è stata modificata per decisione della Corte di Cassazione, prima, e del Consiglio dei ministri, poi, includendo il riferimento chiaro e preciso agli articoli della Costituzione modificati dalla riforma:
“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal........
