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Ditonellapiaga: “Vado in terapia, per stare bene la mia spontaneità eccentrica non dev’essere compressa”

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09.04.2026

Articolo: Martina Miliddi: “Stefano De Martino è speciale, gli sono debitrice. Samira Lui? L’ammiro e la stimo enormemente”

Milano – Disperata, ma statuaria. Insomma, una Miss Italia. O almeno questa è la relazione che ha Ditonellapiaga con i canoni di bellezza da smartphone. “La Miss è una donna perfetta, mentre io mi sento inadeguata a regole, schemi, princìpi dei tempi, non tanto estetici quanto sociali” spiega lei, all’anagrafe Margherita Carducci, 29 anni, tacco dodici e vestito da sera, sotto i riflettori di un night-club milanese presentando il suo terzo album dal titolo ancora “sub iudice” visto il ricorso cautelare d’urgenza presentato dai legali di Patrizia Mirigliani per uso indebito del marchio. “Al momento non so se si potrà continuare a chiamare Miss Italia” ammette la cantante romana, terza all’ultimo Sanremo con Che fastidio!. “Mercoledì c’è stata un’udienza in tribunale a Roma, quindi siamo in trepidante attesa. Incrociamo le dita”.

La disputa è legata anche ad alcune espressioni contenute nel testo della canzone, ritenute lesive della dignità e dell’onore delle partecipanti al concorso. Questo anche se di album intitolati Miss Italia ce n’erano già stati, basta ricordare quello di Jack Savoretti, due anni fa, o di Patty Pravo nel ’78, quando però il marchio del concorso di bellezza non era stato ancora registrato.

Margherita, al di là delle controversie, questo Miss Italia che disco è?

"Lo intendo come un album di confronto con me stessa. Di accettazione. Accettazione del mio essere sempre un po’ a metà, in bilico tra pop e indie, mainstream ed underground. Insomma, provo a capire, tra A e B, che tipo di C sia”.

"Un viaggio in me stessa accompagnato da una tracklist che realizza un vero e proprio excursus narrativo. Ho iniziato da pochi mesi con le sedute di terapia, scoprendo in me cose di cui prima non mi accorgevo. Ho un brutto rapporto col giudizio e facendo questo mestiere non posso liberarmene, ma ho imparato ad adottare delle strategie d’uscita”.

"Miss mia cara Miss” diceva Totò.

“Mi piace davvero tanto la perfezione con l’errore; la foto della Miss con il filo d’insalata tra i denti. È l’ironia teatralizzata, infatti, a farmi sentire autentica. Col tempo mi sono resa conto, infatti, che per stare bene la mia spontaneità eccentrica non dev’essere compressa”.

La stessa condivisa in quel di Sanremo con Tony Pitony nella serata delle cover, vinta grazie a una performance ineccepibile.

"Sul palco dell’Ariston ho capito quanto conti per me quel tipo di esibizione. Anche senza Tony, voglio tenerne conto nel tour estivo (debutto il 26 maggio a L’Aquila) e, soprattutto, nei due show da club che m’aspettano il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 al Fabrique di Milano. Anche se non ho in mente un musical dance vero e proprio, voglio uno spettacolo con alti elementi performativi”.

Due settimane fa ha partecipato a Roma al No Kings, la mobilitazione contro le derive autoritarie affiorate di questi tempi in America come del resto del mondo.

"Penso ci si debba esporre per sostenere le idee in cui si crede senza star lì a fare i conti con le proprie convenienze. Le mie non sono canzoni politiche, ma se posso mettermi a disposizione, lo faccio con convinzione”.

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