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Pasdaran: “Uccideremo Netanyahu”. I segreti della sicurezza di Bibi

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15.03.2026

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

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Tel Aviv, 15 marzo 2026 – L'Iran non lo nasconde più: a due settimane dall'attacco statunitense e israeliano, e giorni di tensioni senza stop, Teheran ha dichiarato pubblicamente che intende assassinare il premier dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu. Di certo non sarà un'operazione semplice: il dispiegamento di forze che circonda Netanyahu non è solo una questione di protocollo, ma un apparato in continua mutazione che riflette le tensioni politiche e legali di Israele. Negli ultimi anni, la protezione del primo ministro si è trasformata da una scorta imponente a un sistema di sicurezza 'estremo', caratterizzato da tecnologie aeroportuali e, paradossalmente, dalla necessità di nascondere i volti degli stessi agenti.

In bagno con 20 bodyguard

Le cronache sulla sicurezza di Netanyahu offrono spesso scenari ai limiti dell'incredibile. Già nel 2016, durante una visita a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni unite, il premier aveva stupito i frequentatori di uno dei ristoranti più esclusivi della città, l’Harry Cipriani. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, per una cena con la moglie Sara, Netanyahu era protetto da un contingente di ben 40 agenti: 20 incaricati di bonificare il locale e altri 20 di scorta ravvicinata. 

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L'episodio più emblematico avvenne quando il primo ministro dovette recarsi alla toilette del vicino hotel Sherry-Netherland. Un testimone raccontò che circa 20 guardie si alzarono contemporaneamente: alcune entrarono con lui, una presidiò la porta e le restanti formarono una barricata umana con le braccia sollevate per impedire a chiunque di avvicinarsi. "Deve essere l'uomo più protetto al mondo in questo momento", dichiarò un astante.

Guardie del corpo mascherate

Oggi, però, la natura di questa protezione è cambiata. Non si tratta più solo di mostrare i muscoli, ma di proteggere l'identità degli agenti dello Shin Bet (l'unità di protezione Vip). Durante le celebrazioni per il 77° Giorno dell'indipendenza nel 2025, le guardie del corpo sono apparse in pubblico indossando maschere sul volto. Questa misura senza precedenti è stata adottata per garantire l'anonimato e prevenire potenziali arresti all'estero, data la crescente pressione delle organizzazioni internazionali e i mandati di arresto legati al conflitto in corso.  

Sicurezza sempre più elevata

Già dal 2023, a seguito delle proteste per la riforma giudiziaria e delle minacce interne ed esterne, la sicurezza per Netanyahu e la sua famiglia è stata elevata al "massimo livello possibile". Il premier stesso, durante una riunione di gabinetto, ha denunciato il clima di incitamento, dichiarando: "Non accetteremo l'anarchia... ci sono persone che incitano all'omicidio di ministri e del primo ministro". Nel 2025, lo Shin Bet ha introdotto misure descritte come "livelli senza precedenti". Tra le novità figurano scanner avanzati, ovvero macchinari simili a quelli degli aeroporti statunitensi, dove gli invitati devono alzare le mani sopra la testa. Si sono aggiunti controlli invasivi come perquisizioni fisiche, ispezioni delle calzature e persino la richiesta di rimuovere brevemente la kippah per i controlli. Infine, è stata potenziata la sorveglianza tecnologica con telecamere sofisticate e agenti mascherati che interrogano gli ospiti sui loro legami con gli organizzatori degli eventi.  

Quelle pistole smarrite negli Stati Uniti

Nonostante l'imponenza dell'apparato, la storia della sicurezza del primo ministro non è esente da falle imbarazzanti. Un caso celebre risale a una visita negli Stati Uniti nel 2009, quando quattro pistole appartenenti alla scorta di Netanyahu scomparvero nel nulla durante un trasferimento aereo. Le armi facevano parte dell'equipaggiamento spedito in anticipo a Washington. A causa di un errore logistico, le valigie contenenti sette pistole finirono a Los Angeles invece che nella capitale. Quando i bagagli furono finalmente recuperati e aperti a Washington, una delle valigie era stata forzata e quattro pistole erano sparite. Nonostante l'incidente, lo Shin Bet confermò all'epoca che lo smarrimento non aveva compromesso la sicurezza del premier, il quale continuò i suoi incontri con l'allora presidente Obama.  

I tentativi di assassinio e il processo nel bunker

L'ossessione per la sicurezza ha influenzato anche il potere giudiziario. Netanyahu ha recentemente sostenuto davanti alla Alta corte di giustizia che i tentativi di assassinio – sia esterni, come il drone lanciato da Hezbollah contro la sua residenza a Cesarea, sia interni da parte di attivisti radicali – rendevano impossibile testimoniare in un’aula di tribunale ordinaria. Per questo motivo, il suo processo è stato trasferito in un'aula sotterranea e fortificata, un vero e proprio bunker, presso il tribunale distrettuale di Tel Aviv.

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