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New York, Zohran Mamdani prende ai ricchi per dare ai poveri? Dalla tassa sulle seconde case di lusso ai supermercati comunali a prezzi calmierati

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17.04.2026

Zohran Mamdani, sindaco di New York (Ansa)

Video: New York, Mamdani annuncia la tassa sulla seconda casa per i super ricchi

Video: I primi 100 giorni da sindaco di New York di Zohran Mamdani

New York, 17 aprile 2026 – Zohran Mamdani ha completato i suoi primi cento giorni come sindaco di New York, vantando di aver già portato a termine numerose promesse elettorali. Il giovane sindaco, che ha fatto la storia come il primo musulmano e uno dei più giovani a livello nazionale, ha però incassato pesanti critiche dal presidente Donald Trump.

Il fulcro dell'agenda di Mamdani per questa nuova fase è una proposta fiscale audace, sviluppata in collaborazione con la governatrice Kathy Hochul: una tassa sulle seconde case di lusso con un valore superiore ai 5 milioni di dollari. La misura è pensata per colpire i proprietari di immobili di pregio che risiedono stabilmente fuori dalla città, spesso lasciando gli appartamenti vuoti. "Questa tassa sulle seconde case è pensata specificamente per i più ricchi, coloro che accumulano la loro ricchezza in immobili a New York ma in realtà non vivono lì", ha spiegato Mamdani, sottolineando l'esigenza di recuperare circa 500 milioni di dollari di entrate annuali per far fronte al deficit di bilancio.

Giovani e famiglie in difficoltà: ecco il popolo di Mamdani

L'iniziativa ha provocato la reazione immediata di Donald Trump, che dal suo profilo su Truth Social ha accusato il sindaco di "distruggere New York" e di spingere i cittadini alla fuga a causa di una politica basata su "tasse, tasse, tasse". D'altronde, il tycoon non risiede più nello splendido attico della Trump Tower, ma a Mar-a-Lago; pertanto lui stesso potrebbe essere colpito dalla nuova tassa del sindaco. Nonostante la retorica infuocata, Mamdani ha mantenuto una postura pragmatica nel suo rapporto con la Casa Bianca. Il sindaco ha confermato di comunicare "regolarmente" con Trump e di aver visitato lo Studio Ovale diverse volte dal suo insediamento nel gennaio 2026, cercando punti di accordo su investimenti federali critici, come l'edilizia popolare, pur continuando a opporsi fermamente alle decisioni geopolitiche del Presidente.

Oltre alle grandi manovre fiscali, Mamdani sta puntando tutto sulla cosiddetta 'pothole politics' (politica delle buche), un approccio pragmatico ispirato al socialismo municipale del primo Novecento. "Questa è la politica delle buche – la nostra risposta del 2026 al socialismo fognario – dove il governo non è troppo occupato, né troppo self-important, né troppo invischiato nelle scartoffie per risolvere i problemi di questa città, non importa quanto piccoli siano", ha dichiarato durante un roboante comizio nel Queens.

Come riportato dalla Cnn, la strategia di Mamdani si traduce in azioni molto visibili: corsie preferenziali per gli autobus, rimozione delle impalcature dai complessi di edilizia pubblica e, soprattutto, il lancio del primo supermercato comunale a prezzi calmierati a East Harlem. Il progetto, situato nello spazio storico de 'La Marqueta', punta a offrire beni essenziali come pane e uova a costi inferiori rispetto alla grande distribuzione, con l'obiettivo di espandere il modello in ogni quartiere entro il 2029.

L'evento celebrativo dei cento giorni, che ha visto la partecipazione a sorpresa del senatore Bernie Sanders, ha mostrato un sindaco capace di galvanizzare le folle come durante la campagna elettorale. Sanders ha lodato Mamdani per aver fornito "speranza e ispirazione" a livello nazionale, dimostrando che un socialista democratico può effettivamente governare. Nonostante le sfide imponenti, tra cui un deficit di 5 miliardi di dollari e le critiche feroci della destra, i sondaggi mostrano che il 56% dei newyorkesi ritiene che la città si stia muovendo nella direzione giusta, premiando, almeno per ora, l'attivismo instancabile del nuovo sindaco.

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