Cosa ci dicono i dati sui votanti delle 12
La mappa dell'affluenza per il referendum 2026 alle 12
Articolo: La spiegazione semplice del referendum sulla Giustizia 2026: cosa succede se vince il Sì (o se passa il No)
Articolo: Come capire chi sta vincendo il referendum già dalle 12 di domenica 22 marzo
Articolo: Per cosa si vota al referendum: separazione delle carriere, sdoppiamento del Csm e Alta corte. La riforma della Giustizia alla prova del nove
Roma, 22 marzo 2026 - Quello che sarà probabilmente l’appuntamento elettorale più atteso dell’anno è in corso: gli italiani sono chiamati ad esprimersi sulla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni nel quinto referendum costituzionale della loro storia.
Votanti in aumento rispetto al 2020
Il primo dato sull’affluenza è già stato pubblicato: alle 12 si è recata alle urne il 14,92% degli elettori, in aumento di più di 2 punti rispetto a quanto registrato alla stessa ora in occasione dell’ultimo referendum costituzionale (quello sul taglio del parlamentari nel 2020). Un buon dato, che doppia quello delle 12 registratosi in occasione del referendum abrogativo sul lavoro dello scorso anno. Nonostante la schiacciante vittoria del Sì, la proposta fallì in quanto mancò il quorum, non richiesto invece per il referendum costituzionale di oggi e domani. Se si guarda invece alle elezioni politiche del 2022 - dove però si votò in un solo giorno - il dato di oggi risulta inferiore di più del 10%.
L’affluenza per regione
Non può non saltare all’occhio il fatto che il dato sia notevolmente disomogenea: a trainarlo sono soprattutto le regioni del Nord, in particolare Emilia-Romagna (19,44%), Friuli-Venezia Giulia (17,86%), Lombardia (17,57%) e Liguria (17,50%). La prima vanta anche le cinque province con l’affluenza più alta: Bologna, Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia e Modena, tutte intorno al 20%. Mano a mano che si scende lo Stivale, la percentuale si abbassa, con il Sud fanalino di coda dell’affluenza: il Sicilia si registra poco più del 10%, in Campania ci si ferma al 10,96%, nel Molise si arriva appena all’11,48%. Le province dove meno persone si sono recate alle urne sono infatti tutte localizzate tra il Sud e la Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Vibo Valentia e Trapani: nessuna ha superato finora il 9%. Rispetto al 2022, si registra un calo dell’affluenza più marcato in Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige (tutte intorno al -6-7%); emorragia più contenuta invece al Sud e Centro-Sud.
Il dato delle zone urbane
Ma le differenze non si fermano alle regioni: potrebbe sorprendere che l’affluenza più alta in ciascuna di esse non sempre coincida con il capoluogo di regione o con i centri delle città. Secondo i dati raccolti da YouTrend, chi è già andato a votare oggi proviene da zone più urbane rispetto a chi alla stessa ora votò nel 2022, ma più rurale rispetto al medesimo dato delle europee 2024. Per quanto riguarda le città: a Milano ha già votato circa il 17%, siamo al 17,83% a Roma, vicino al 20,5% a Firenze e addirittura sopra il 21,5% a Bologna.
I comuni dove i laureati sono più del 10%
Volendo andare più a fondo, dalla stessa analisi risulta evidente che al momento l’affluenza sia stata più alta nelle città con più di 110 mila abitanti e dove la popolazione straniera supera il 10% del totale. In questi luoghi, il dato risulta più alto della media nazionale. Vantano un’alta partecipazione al voto anche quei comuni dove più del 10% dei cittadini ha conseguito la laurea.
Ciò che è evidente sin dalle scorse settimane, specie analizzando i sondaggi, è che l’affluenza giocherà un ruolo importante sull’equilibrio dei risultati, come d’altronde nella maggior parte delle occasioni. Ma tornando al dato delle 12, si tratta ovviamente del primo disponibile, suscettibile a variazioni anche notevoli fino alla chiusura delle urne, prevista per domani alle 15.00. I prossimi numeri sull’affluenza saranno diffusi alle 19 e alle 23, momento nel quale le sezioni chiuderanno, per poi riaprire alle 7 di domani.
© Riproduzione riservata
