Delmastro, la Bisteccheria d’Italia e i Fratelli (ex) soci dell’erede del boss. L’opposizione: “Affari con la mafia”
Andrea Delmastro Delle Vedove
Articolo: Bufera su Delmastro, le opposizioni: "Fatti inquietanti, la commissione antimafia indaghi sui rapporti con Caroccia-Senese"
Roma – Il ristorante si chiama Bisteccheria d’Italia e si trova in via Tuscolana 452. La proprietà è della srl Le 5 Forchette, con capitale sociale di 10mila euro e sede a Biella, ovvero a 700 chilometri di distanza. E tra i soci della società compare l’avvocato Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia, insieme ad altri compagni di partito piemontesi: Cristiano Franceschini, assessore a Biella, Davide Zappalà, consigliere in Piemonte, Elena Chiorino, vicepresidente. La maggiore azionista è Miriam Caroccia, studentessa 18enne romana che diventa anche amministratrice unica. Il padre è Mauro Caroccia, ras della ristorazione e da sempre legato alla camorra e alla famiglia Senese. Quando Caroccia e Michele Senese vengono condannati per mafia e finiscono in carcere tutti i soci di FdI escono vendendo a Miriam.
Bufera su Delmastro, le opposizioni: "Fatti inquietanti, la commissione antimafia indaghi sui rapporti con Caroccia-Senese"
Il caso Delmastro lo ha raccontato Alberto Nerazzini sul Fatto Quotidiano e sul sottosegretario già condannato a otto mesi per rivelazione di segreto nel caso Cospito non tarda a scoppiare la polemica: “Era opportuno che avesse certe frequentazioni considerato il ruolo ricoperto?”, si chiede Debora Serracchiani del Partito democratico, mentre il M5s gli chiede di venire a riferire sulla vicenda in commissione antimafia. Anche Avs chiede di fare luce: “Nel mentre, la Presidente del Consiglio non ha nulla da dire?”.
“La mia storia antimafia è chiara ed evidente, la mia battaglia contro la mafia è chiara ed evidente. Il mio livello di scorta non nasce per altri motivi se non per la mia battaglia contro la mafia”, dice Delmastro da Napoli, dove si trovava per un evento della polizia penitenziaria. “Si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere “la figlia di...“. Nel momento in cui l’ho scoperto, ho lasciato la società e l’ho fatto per il rigore etico e morale che mi contraddistingue”.
Il mio livello di scorta non nasce per altri motivi se non per la mia battaglia contro la mafia
Nell’articolo del Fatto si racconta anche che prima della condanna a Caroccia e a Senese Delmastro aveva venduto il suo 25% a una società che si chiama G&G Srl, si occupa di immobili e soprattutto è sua con il 100% delle quote. Solo dopo la Cassazione la G&G vende tutto a un’impiegata e gli altri si sbarazzano delle quote. Ma, fa sapere la capogruppo Dem alla Camera Simona Bonafè, “quella società non compare infatti nell’ultima relazione semestrale sul conflitto di interessi dell’Antitrust. Eppure la legge impone di comunicare entro 20 giorni qualsiasi variazione patrimoniale dei componenti del governo. Delmastro non sembra averlo fatto. Perché?”.
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