Galleria degli Uffizi, tutti i tesori riemersi del settecento
Il museo fiorentino, contando sulla sua immensa collezione, può allestire una mostra seria con delle opere che di solito restano nei depositi.
Si è fatta molta retorica sulla disponibilità di opere di pregio nei depositi dei musei italiani, cavalcando liberamente un argomento che solo pochi sarebbero in grado di maneggiare con reale cognizione di causa. È stato fatto credere a riguardo che queste strutture nasconderebbero tesori altrettanto preziosi di quelli esposti e che, se fossero visti magari in località non particolarmente baciate dalla fortuna turistica, potrebbero attrarre anche lì orde di visitatori ancora più abbondanti delle attuali.
Già l’idea di considerare le opere d’arte collocabili ovunque se solo riuscissero a calamitare villeggianti facilmente abbindolabili ha un fondo malsano, al limite dell’immoralità. Ma nella fattispecie è il motivo alla base del discutere a non avere fondamento: non è vero che le gallerie straboccano di opere nascoste, possono essercene solo nelle raccolte maggiori che avessero problemi di spazi espositivi, ma le restanti sarebbero apprezzate solo da coloro che fossero dotati di sufficienti strumenti critici per farlo, ovvero gli studiosi.
Esporre qualcosa piuttosto che altro non è scelta dettata dal caso, ma da precise competenze, non ci si improvvisa in questo. Certo, quando non è lo spazio ridotto a dettare legge ci si può sbagliare a considerare un’opera non meritevole di esposizione, i casi in questo senso sono innumerevoli, ma il più delle volte ci si azzecca.
Gli Uffizi appartengono alla ristretta categoria dei musei maggiori i cui spazi espositivi non sono ancora sufficienti ad accogliere tutto ciò che le sue........© Panorama
