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Il fascino eterno dei tarocchi: il mistero del mazzo Colleoni torna a Bergamo

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15.02.2026

Immagini artistiche, miniature dorate, simbologia e visioni. A Bergamo una mostra evento ricompone il leggendario mazzo «Colleoni», capolavoro quattrocentesco tornato unito dopo oltre 100 anni, e racconta un linguaggio che continua a sedurre, interrogare e far riflettere l’animo umano.

Hanno attraversato i secoli senza mai mutare. Immagini semplici e potenti. L’Eremita scalzo che alza una lanterna nella notte per cercare la via, l’Appeso ossia l’uomo che non sa scegliere, la Morte, il XIII arcano, l’unico senza nome, ma con il significato di trasformazione profonda.

I tarocchi continuano a esercitare un fascino misterioso, restando una delle cose più ricercate che sono arrivate a noi dall’Antichità. L’Accademia Carrara di Bergamo con un evento unico esporrà il mazzo «Colleoni», ricomposto per la prima volta dopo oltre un secolo. La mostra Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna (dal 27 febbraio al 2 giugno, in collaborazione con The Morgan Library & Museum di New York) svela la storia di uno, il più completo e antico che esista al mondo, dei tre mazzi milanesi, i cosiddetti Visconti-Sforza, commissionati a metà del Quattrocento da Francesco Sforza, duca di Milano, e dalla moglie Bianca Maria Visconti.

Magnificamente istoriati dalla bottega di Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara erano probabilmente preziosi doni diplomatici. Racconta Paolo Plebani, conservatore, responsabile delle collezioni dell’Accademia e curatore della mostra, come studiando le carte si sia emozionato: «E anche sorpreso dalla loro........

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