Frugal chic, quello stile sobrio che non teme mode e crisi
Il lusso silenzioso riscopre il valore del «meno»: tra capi d’archivio e minimalismo. Così l’estetica della «sottrazione» diventa una nuova affermazione di eleganza.
«Le freak c’est chic» era il grido di battaglia della fine degli anni Settanta, quando con lo stivalone glitterato avanzavamo fiduciosi verso i luccicanti anni Ottanta. Sono passati cinquant’anni, lo stivale a mezza coscia lo abbiamo da tempo rivenduto su Vinted, adesso con la scarpa da barca ripescata dal fondo dell’armadio ci si trascina verso l’ignoto. Ma anche in questi tempi bui abbiamo un mantra: «Frugal c’est chic».
La sobrietà è la nuova tendenza sempre più presente sui social. Nei Paesi anglosassoni è un vero movimento culturale, la risposta responsabile a una realtà appiattita sul consumo eccessivo. «Vivi lussuosamente, spendendo consapevolmente», predica la guru Mia McGrath, ventenne cinese, adottata da una famiglia inglese, partita dal nulla e ora seguita soprattutto dalla GenZ.
Perché la sobrietà è la nuova tendenza
Mocassini bassi e blazer blu, la filosofa del pensiero morigerato dispensa consigli e impartisce decaloghi. Perché chi frugale vuole apparire, un po’ deve soffrire. La forza del messaggio è: riscopriamo le nostre radici, come cantava Richie Havens, torniamo con i piedi per terra. Coraggio, santino di San Francesco sul cruscotto e come gli stoici iniziamo a vedere in ogni «poracciata» una moda cui lesti tendere la pargoletta mano. Non si tratta di privazione, né deve essere scambiato per minimalismo alla Carolyn Bessette. È........
