Venezia: Danny Boyle apre la Mostra con Ink, la spregiudicata ascesa del Sun prodromo dell’oggi
Ambientato a fine anni ’60 ma fin troppo attuale, un viaggio incalzante nella trasformazione dell’informazione in intrattenimento, sorretto dalle buone prove di Jack O’Connell e Guy Pearce
«Deve stupire». «Il brutto fa sempre effetto». Affilato e scattante, è uno dei tanti scambi al fulmicotone all’interno della neonata redazione del Sun. Sul bilico viscoso tra successo ed etica si muove Ink, il film d’apertura della Mostra del cinema di Venezia 2026, accolto dagli applausi della stampa della Sala Darsena.
«È bellissimo essere qui», ha detto Danny Boyle, alla sua prima volta al festival lagunare. «È un film fatto con pochi soldi, quindi mi aspettavo che nessuno lo avrebbe visto, e invece mi ha chiamato Alberto (Barbera, il direttore della Mostra, ndr) ed eccomi».
Ink e l’ascesa spregiudicata del Sun
Regista del cult Trainspotting e dei primi due capitoli della trilogia aperta da 28 giorni dopo, premio Oscar per The Millionaire, Boyle amplia la pièce teatrale Ink del drammaturgo britannico James Graham, che sceneggia anche il film in concorso a Venezia 83. Ci immerge nella Londra del 1969 in Fleet Street, ovvero la strada del giornalismo che per secoli ha........
