La guerra Ue al petrolio presenta il conto
Il sogno europeo di abbandonare petrolio e gas si infrange contro la crisi geopolitica: razionamenti, stop ai voli e carenze di carburante mettono a rischio economia e trasporti, mentre riemerge il nodo della dipendenza energetica.
Non disponendo né di giacimenti petroliferi né di riserve di gas, negli ultimi dieci anni l’Unione europea ha sognato di risolvere i suoi problemi energetici ricorrendo al Green deal. Una grande transizione verso fonti rinnovabili e pulite, meno costose e con impatto zero sull’ambiente. Peccato che il sogno di indipendenza dalle fonti fossili, in questo inizio di primavera 2026, sia stato interrotto da un brusco risveglio.
Il primo segnale d’allarme è venuto dalla Slovenia, che ha deciso di razionare il carburante, imponendo un limite di acquisto alla quantità di benzina e gasolio. Poi sono arrivati gli allarmi delle compagnie aeree, a cominciare dalla Lufthansa, che hanno annunciato lo stop a decine di migliaia di voli a causa della mancanza di cherosene. Infine, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza nazionale per discutere misure di emergenza di fronte alla carenza di gasolio, benzina e jet fuel. In pratica, dopo anni di discussione su come........
