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Le schegge riporta su Disney+ il lato più seducente e oscuro della moda anni Ottanta

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07.08.2026

Nella Los Angeles del 1981, gli abiti raccontano il privilegio, il desiderio e le inquietudini di una gioventù bellissima sull’orlo dell’abisso.

Nel 1981 gli anni Ottanta non possiedono ancora l’immagine con cui sarebbero entrati nella memoria collettiva. Le spalline non hanno raggiunto proporzioni monumentali, il colore fluo non ha invaso ogni superficie e l’opulenza di Dynasty deve ancora trasformarsi nel manifesto estetico del decennio. La moda vive piuttosto in una zona di passaggio, sospesa tra la morbida sensualità degli anni Settanta e il culto dell’immagine, del denaro e del successo che segnerà la nuova epoca.

È proprio questo momento incerto ad accompagnare Le schegge, la serie di Ryan Murphy tratta dal romanzo semiautobiografico di Bret Easton Ellis e disponibile su Disney . Sul fondo di una Los Angeles luminosa e inquietante, un gruppo di adolescenti privilegiati frequenta l’esclusiva Buckley School, trascorrendo le giornate tra ville, ristoranti, automobili decappottabili e feste. L’arrivo del misterioso Robert Mallory coincide però con gli omicidi commessi da un serial killer soprannominato il Pescatore e incrina lentamente la superficie perfetta del loro mondo.

Anche il guardaroba partecipa a questa tensione. Gli abiti seducono, definiscono appartenenze sociali e costruiscono identità, ma diventano al tempo stesso una patina dietro cui nascondere desideri, paure e ossessioni. Il lusso non protegge i protagonisti dalla violenza che li circonda. Rende soltanto più affascinante, e forse ancora più inquietante, il momento in cui il loro universo comincia a disfarsi.

Gli anni Ottanta prima degli anni Ottanta

A costruire il guardaroba della serie sono Lou Eyrich e Josh Marsh, affiancati nel lavoro anche dallo stilista Marc Jacobs. Una presenza particolarmente significativa per un adattamento di Bret Easton Ellis, autore che ha trasformato i nomi degli stilisti e delle maison in parte integrante della propria scrittura. Il contributo di Jacobs aiuta a restituire un 1981 credibile, ancora distante dagli stereotipi sviluppati negli anni successivi, quando volumi esasperati, tinte accese e decorazioni vistose avrebbero definito l’immagine più popolare del decennio.

La tavolozza conserva infatti le sfumature della fine degli anni Settanta, con malva, grigi, azzurri polverosi e colori leggermente spenti, mentre le silhouette iniziano a diventare più asciutte, consapevoli e........

© Panorama