Perché “Golden” ha vinto l’Oscar: il segreto del K-pop che Hollywood ha finalmente capito
Lightstick in platea, la frase di EJAE che ha zittito Hollywood e un brano costruito come un musical globale: perché “Golden” ha vinto davvero l’Oscar e cosa rivela sulla forza della Korean Wave
Quando una canzone vince l’Oscar per la Migliore canzone originale, l’Academy non premia soltanto una melodia riuscita o una performance emozionante, ma riconosce una convergenza molto più complessa tra musica, cinema, industria e immaginario collettivo, ed è precisamente questo il motivo per cui la vittoria di “Golden”, il brano centrale del film KPop Demon Hunters, è destinata a essere ricordata come un passaggio simbolico nella storia della cultura pop globale, perché per la prima volta una canzone costruita apertamente dentro la grammatica del K-pop ha conquistato una delle categorie più iconiche degli Academy Awards, costringendo Hollywood a riconoscere qualcosa che nel resto del mondo era già evidente da tempo: la Korean Wave non è più un fenomeno emergente, ma una delle architetture principali dell’intrattenimento contemporaneo.
La notte in cui il Dolby Theatre è sembrato un concerto K-pop
Se si cerca un’immagine capace di riassumere quello che è accaduto quella sera, non bisogna guardare soltanto la statuetta consegnata sul palco, ma l’atmosfera che per alcuni minuti ha trasformato il Dolby Theatre di Los Angeles in qualcosa di molto diverso dal rituale hollywoodiano a cui siamo abituati, perché durante la performance di “Golden” — eseguita da EJAE, Audrey Nuna e Rei Ami, le tre voci che nel film danno vita al gruppo fittizio Huntr/x — la cerimonia ha improvvisamente assunto l’estetica di un vero concerto K-pop, con coreografie, scenografia dorata e una costruzione visiva pensata più come un comeback stage che come una tradizionale esibizione da Oscar, ma soprattutto con un dettaglio che molti spettatori hanno notato immediatamente: in platea sono comparsi lightstick K-pop, agitati tra il pubblico mentre la canzone raggiungeva il suo climax, un’immagine quasi surreale se si pensa che per anni questo oggetto è stato uno dei simboli più riconoscibili della cultura fandom coreana, mentre quella sera è diventato parte dello spettacolo ufficiale di Hollywood.
È un dettaglio che potrebbe sembrare marginale, ma in realtà racconta un cambiamento culturale molto più profondo, perché fino a........
