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Petrolio e commercio mondiale sotto pressione: lo scontro su Hormuz può travolgere anche il Canale di Suez

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16.03.2026

Per risolvere la crisi nel corridoio marittimo, il presidente americano mira a un coinvolgimento dell’Alleanza atlantica, mentre l’Europa valuta il potenziamento della missione navale Aspides

È una corsa contro il tempo quella per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz: gli Stati Uniti e l’Europa stanno valutando le opzioni per far sì che le forniture di petrolio non siano più ostaggio dei pasdaran. Il presidente americano, Donald Trump, mira a creare una coalizione di Paesi per sbloccare il corridoio marittimo e pretende anche l’aiuto della Nato, mentre in Europa sono iniziate le discussioni per potenziare la missione Aspides.

La proposta americana

Stando a quanto riferito da Axios, Trump sta lavorando per formare una coalizione di Paesi per riaprire lo Stretto e spera di annunciare l’iniziativa questa settimana. Il tycoon, già negli scorsi giorni, auspicava che «la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e altri Paesi» fossero pronti a «inviare le proprie navi» a Hormuz. Questo appello sembra rimasto inascoltato. Il Giappone e l’Australia hanno risposto picche, la Corea del Sud ha preso tempo, sostenendo che comunicherà con gli Stati Uniti e che «la decisione verrà presa dopo un’attenta valutazione». Il premier britannico, Keir Starmer, ha dichiarato che il Regno Unito «non entrerà in una guerra a vasto raggio», ma è aperto a «un piano collettivo fattibile» per riaprire il corridoio strategico. La Cina si è limitata a comunicare di essere «in contatto con tutte le parti», garantendo «l’impegno a promuovere il........

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