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Obesità, la svolta europea parte da Parigi: farmaci rimborsati ai pazienti gravi, cosa deciderà l’Italia

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Semaglutide e tirzepatide entrano nel sistema sanitario francese per i casi più severi. Dopo il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, cresce il pressing delle società scientifiche italiane per garantire un accesso equo alle cure innovative.

Per anni l’obesità è stata considerata soprattutto una questione di volontà individuale, alimentazione scorretta o scarsa attività fisica. Oggi la scienza racconta una storia molto diversa. Le principali società scientifiche internazionali la definiscono una malattia cronica, progressiva e recidivante, associata a decine di complicanze che vanno dal diabete di tipo 2 alle malattie cardiovascolari, dalle patologie epatiche alla sindrome delle apnee ostruttive del sonno. In questo scenario, la decisione annunciata dalla Francia rischia di segnare un punto di svolta per tutta l’Europa. Dal 15 giugno 2026 il sistema sanitario francese ha iniziato a rimborsare le terapie anti-obesità a base di semaglutide (Wegovy)e tirzepatide (Mounjaro) nei pazienti con forme severe della malattia, diventando il primo Paese dell’Unione Europea a introdurre una copertura pubblica di questi trattamenti. La misura riguarda persone con indice di massa corporea pari o superiore a 40, oppure con BMI superiore a 35 associato a comorbidità, all’interno di un percorso specialistico rigorosamente controllato.  La scelta francese non nasce soltanto dalla crescente diffusione dell’obesità. Dietro c’è una mole sempre più consistente di evidenze scientifiche che hanno dimostrato come i nuovi farmaci appartenenti alla famiglia degli agonisti del recettore GLP-1 e dei farmaci a doppia azione possano........

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