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Fertilità, l’allarme degli esperti: in Italia un neonato su 20 nasce grazie alla PMA.

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20.07.2026

Il calo delle nascite non dipende solo dall’economia. Età sempre più avanzata, scarsa informazione e ritardi diagnostici rendono la salute riproduttiva una delle grandi sfide della sanità del prossimo decennio.

Nel 2024 in Italia sono nati circa 370 mila bambini, uno dei livelli più bassi mai registrati. Di questi, 17.660 sono venuti al mondo grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): significa che oggi quasi un bambino su venti nasce grazie alle tecniche di medicina della riproduzione. È un dato che fino a pochi anni fa sarebbe apparso eccezionale e che invece sta diventando parte integrante della natalità italiana. Non racconta soltanto l’evoluzione della medicina, ma soprattutto un cambiamento profondo della società: si cerca un figlio sempre più tardi, aumentano le difficoltà riproduttive e cresce il numero di persone che arrivano agli specialisti quando il tempo biologico ha già ridotto le possibilità di successo. È da questa fotografia che parte il Manifesto Fertilità 2030, presentato a Montecitorio dall’Associazione Italiana Fertilità (AIFe). Più che un documento dedicato alla Procreazione medicalmente assistita, è una proposta per cambiare prospettiva: smettere di considerare la fertilità come un problema che emerge soltanto davanti a una diagnosi di infertilità e iniziare a trattarla come una componente della salute pubblica, esattamente come avviene per la prevenzione cardiovascolare o oncologica. 

“Dobbiamo spostare l’attenzione dalla sola gestione dell’infertilità conclamata alla tutela precoce della salute riproduttiva», dichiara Laura Rienzi, Presidente di AIFe. “La fertilità deve entrare stabilmente nelle politiche pubbliche. Informare prima, riconoscere tempestivamente i fattori di rischio e ridurre i ritardi nell’accesso alle cure significa offrire alle persone maggiori possibilità di scelta e permettere alla medicina della riproduzione di offrire risposte più........

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