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Garlasco, la guerra delle carte: l’esposto dei Cappa, la denuncia a Milo Infante e la revisione di Stasi

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27.08.2026

In pochi giorni il caso Garlasco ha aperto un nuovo fronte. L’esposto di Stefania Cappa contro il legale di Alberto Stasi e altri protagonisti della vicenda è finito in televisione, è emersa una nuova intercettazione e Milo Infante è stato denunciato per ricettazione. Intanto la difesa di Stasi accelera sulla richiesta di revisione

Non è arrivato un nuovo Dna, non è spuntata un’altra impronta e nessuno ha trovato l’arma che da diciannove anni manca all’appello. Eppure, nel giro di appena tre giorni, il caso Garlasco è tornato ancora una volta a cambiare pelle. Questa volta il terreno dello scontro non è la villetta di via Pascoli, ma tutto ciò che negli ultimi mesi si è costruito intorno alle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi: documenti, intercettazioni, televisioni, avvocati, giornalisti e decine di querele.

Il punto di partenza è lunedì 24 agosto, quando viene reso pubblico il contenuto di un esposto di 24 pagine presentato da Stefania Cappa alla Procura di Milano. Un documento che non accusa qualcuno dell’omicidio di Chiara, ma sostiene l’esistenza di una presunta «regia mediatica» costruita intorno alla riapertura del caso, con l’obiettivo, secondo la tesi contenuta nell’atto, di indirizzare l’opinione pubblica e l’attenzione investigativa verso persone estranee al delitto.

E da quel momento si apre una vicenda dentro la vicenda.

L’esposto di Stefania Cappa e la presunta «regia» dietro Garlasco

L’esposto era stato depositato il 22 aprile scorso e contiene, secondo quanto mostrato da Verità Nascoste – Il Diario, ricostruzioni, registrazioni audio e il lavoro svolto da un investigatore privato. Nel mirino vengono indicati Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene, e Francesco Marchetto, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco.

La tesi sostenuta dalla famiglia Cappa è pesante: sarebbe stata costruita nel tempo una rappresentazione mediatica finalizzata a sostenere l’innocenza di Stasi e a spostare l’attenzione verso altri soggetti, tra i quali proprio i Cappa. Accuse che dovranno naturalmente essere valutate dalla magistratura e che non equivalgono all’accertamento di alcuna responsabilità.

Il fascicolo milanese non nasce peraltro questa settimana. Già nei mesi scorsi la Procura di Milano aveva aperto procedimenti a seguito delle denunce presentate dalla famiglia e Antonio De Rensis, De Giuseppe e Marchetto risultavano indagati per diffamazione nell’ambito di uno dei fascicoli. Secondo quanto riferito dall’Ansa a giugno, sul tavolo del pm Antonio Pansa erano confluite decine di denunce legate alla gigantesca esposizione mediatica del caso Garlasco.

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