Da scarti a super ingredienti: la startup del futuro che combatte lo spreco alimentare
Vortex sta rivoluzionando l’ingredientistica, trasformando bucce di mele e scarti di pomodoro in materie prime
Non finisce nei cassonetti di casa, né lascia traccia nei frigoriferi vuotati troppo tardi. No, lo spreco invisibile avviene nei campi, nei capannoni industriali, lungo i nastri trasportatori delle fabbriche alimentari — lontano dagli occhi e, per questo, ancora più difficile da contrastare.
I dati elaborati da Waste Watcher International e dal Progetto Surplus parlano chiaro. Ogni anno, in Italia, oltre 8,6 milioni di tonnellate di cibi finiscono nell’immondizia. Un numero che si traduce in un costo stimato di ben 13 miliardi di euro. L’elemento più sorprendente, tuttavia, non è la quantità: è dove avviene.
Circa l’11 per cento dello spreco si produce infatti già in fase agricola. Tra il 25 e il 30 per cento avviene nell’industria di trasformazione — scarti di lavorazione non valorizzati, scadenze troppo restrittive rispetto alla reale durabilità dei prodotti. Un terzo del cibo sprecato in Italia, insomma, non ha mai visto il bancone di un supermercato. È una crisi silenziosa che attraversa l’intera filiera: solo che la colpa, questa volta, non è del consumatore.
Le soluzioni a questo gravoso problema, a ogni modo, esistono da tempo: migliore pianificazione produttiva, recupero delle eccedenze ancora utilizzabili, valorizzazione degli scarti attraverso........
