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I nuovi italiani per vincere i Mondiali? Il razzismo inconsapevole della sinistra che vede il calcio «per neri»

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05.07.2026

Dopo il terzo fallimento dell’Italia nella corsa ai Mondiali, Aldo Cazzullo propone di puntare sui «nuovi italiani» come risorsa per rilanciare il calcio azzurro. Una tesi che, secondo questo commento, finisce però per riproporre stereotipi biologici e una visione ideologica dell’immigrazione, trasformando l’antirazzismo in una nuova forma di discriminazione

Siamo arrivati alla nuova frontiera della retorica migratoria. Fino a qualche tempo fa ci veniva detto che gli stranieri erano necessari per svolgere «i lavori che gli italiani non vogliono più fare». Adesso siamo al gradino successivo: gli stranieri ci possono servire per i lavori che gli italiani non sanno più fare bene. E tra questi lavori c’è quello del calciatore.

L’ardita tesi è sostenuta da una firma di pregio del Corriere della Sera, ovvero Aldo Cazzullo, che prende spunto dai Mondiali di calcio a cui per l’ennesima volta l’Italia non si è qualificata.

«Forse, se l’Italia per la terza volta ha fallito la qualificazione ai Mondiali, è anche perché non ha saputo attingere al potenziale dei nuovi italiani», sostiene Cazzullo. «È un pallino del nuovo capo del nostro calcio, Giovanni Malagò. Negli altri sport, dall’atletica alla pallavolo, è accaduto; e i risultati sono straordinari.Perché nel calcio non ancora?

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