Biometano, l’energia green italiana arriva dai rifiuti organici
Dal Decreto Biometano 2024-2027 al Pnrr: come il gas rinnovabile da rifiuti e scarti agricoli può ridurre importazioni, CO2 e costi, tra opportunità industriali e nodi ancora aperti.
Importare meno gas dall’estero, produrre energia da rifiuti, sfruttare infrastrutture in parte già esistenti e ridurre le emissioni di CO2. Sono questi i quattro obiettivi che l’Italia vuole raggiungere immettendo nella rete e nei distributori di carburante il biometano, un gas con la stessa composizione del metano fossile, ma prodotto da fonti rinnovabili come rifiuti organici, reflui zootecnici e scarti dell’agricoltura. Il progetto è riassunto nel “Decreto Biometano 2024-2027” recentemente aggiornato con regole attuative che tengono conto di nuovi specifici requisiti per le biomasse agricole e delle strategie per favorire l’autoconsumo del biometano nelle imprese hard-to-abate, cioè quelle in cui l’abbattimento delle emissioni di gas serra è particolarmente complesso sia tecnicamente che economicamente. Il nostro Paese potrebbe raggiungere una capacità di produzione annuale entro il 2030 che va dai 5,7 miliardi agli 8,5 miliardi di metri cubi (stima più ottimistica).
Significa che potremo riuscire a coprire almeno l’11 per cento del fabbisogno nazionale di metano, nello scenario più pessimistico, così da ridurre in maniera significativa le importazioni e contribuire alla........





















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