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I Wallenberg e il Nordest: la dinastia che da Stoccolma decide il destino industriale

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thursday

Esse non videri. Essere non apparire. I Wallenberg sono stati spesso definiti i Rockefeller d'Europa, ma con una differenza fondamentale: mentre i primi sono diventati icone pop, i Wallenberg hanno preferito governare nell'ombra. Da oltre 160 anni, questa dinastia svedese modella l'economia scandinava (e globale) seguendo un motto che è un programma di vita. Il loro patrimonio supera i 102 miliardi di euro, due e volte e mezzo quella della Exor degli Agnelli/Elkann, due volte la fortuna della famiglia Del Vecchio, dieci volte quella dei Benetton.

Un impero che spazia dall’industria, alla finanza, dalle telecomunicazioni al farmaceutico. Un impero in cui Electrolux, il gigante del bianco, controllata attraverso un terzo dei voti e il 18% del capitale, su cui si è appena abbattuta una scure da 1700 tagli per i dipendenti italiani, il 40% della forza lavoro nel nostro Paese, conta meno dell’1 per cento in termini di valore. Briciole. Un po’ meno di briciole è rappresentato da Wärtsilä, altra azienda che controllano come azionisti di riferimento, con il 17% dei voti, e che dal Nordest già se ne è andata abbandonando il sito industriale triestino dove una volta si costruivano i motori.

Esiste dunque un filo, gelido e sottile, che lega le lavatrici di Porcia, i frigoriferi di Susegana ai motori marini di Trieste ed è appunto questa dinastia svedese, ormai alla sesta generazione, che attraverso la holding Investor AB governa i destini di parte della nostra manifattura.

Una dinastia, che da sola ha controllato per decenni un terzo del Pil svedese e opera secondo il dogma dell’active ownership: non si limitano a possedere, ma plasmano le........

© Messaggero Veneto