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La legge elettorale supera il primo voto segreto

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02.10.2026

Non un voto di fiducia, quello di ieri alle 13.30 a Montecitorio, ma qualcosa di simile. Giorgia Meloni e i suoi avevano avvertito tutti: in caso di sconfitta, si va a casa. Si doveva dire sì o no a cinque pregiudiziali di costituzionalità: le richieste, presentate dall’opposizione, che l’aula non discuta un progetto di legge perché ritenuto in contrasto con la Costituzione. Il governo ha passato l’ostacolo nel migliore dei modi: 222 deputati della maggioranza presenti in aula e ben 229 voti contro le pregiudiziali (151 quelli a favore).

L’insidia era nello scrutinio segreto. Il 14 luglio la stessa assemblea, votando quel disegno di legge con l’identico metodo, aveva bocciato l’emendamento di Fdi che avrebbe reintrodotto, in parte, le preferenze. Stavolta si è votato il testo modificato dal Senato, che prevede fino a tre preferenze (escluso il capolista bloccato) con l’obbligo, per l’elettore che ne dà più d’una, di scegliere candidati di sesso diverso.

LA SCELTA DEI VANNACCIANI

I sette voti in più rispetto alla maggioranza sono arrivati, almeno in parte, da destra. Parlando in aula a nome della pattuglia di Futuro nazionale, il vannacciano Edoardo Ziello ha detto che lui e gli altri, pur essendo contrari a «una legge elettorale che scippa ancora di più la sovranità al........

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