Da Benigni a Gomez: i palinsesti Rai smentiscono gli strilli rossi su TeleMeloni
«TeleMeloni? È quella che ha riportato Roberto Benigni in prima serata su RaiUno dopo dodici anni». L’ad Rai, Giampaolo Rossi, non aveva alcuna intenzione di buttarla in politica, però, come forse era inevitabile, ce l’hanno trascinato a forza le domande dei cronisti sintonizzate più sulle polemiche animate negli ultimi giorni da Usigrai, M5S e sinistre varie più che sul tema centrale che, ieri ad Ancona, era la nuova proposta della radiotelevisione di Stato per il 2026-2027.
Con molte novità ma soprattutto una pluralità di voci, anche nell’approfondimento, che somiglia proprio a quello che deve essere un servizio pubblico che per giunta, nonostante i toni apocalittici delle opposizioni, è l’unica televisione di Stato in Europa a stabilizzare 120 giornalisti e a chiudere il bilancio in attivo.
«TeleMeloni è un marchio che ci portiamo appresso e continuo a trovarlo una straordinaria operazione di marketing» ha detto con tono quasi scherzoso il manager Rai. «Però credo che lo sforzo fatto in Rai non possa non essere riconosciuto da intelligenze libere». Un lavoro, quello della dirigenza Rai, centrato sulla volontà di «creare........
