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Troppi coltelli tra i giovani: è la cultura degli immigrati

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31.05.2026

C’è una costante negli episodi di violenza che hanno protagonisti i maranza: il coltello. Sempre a portata di mano, spesso esibito, a volte purtroppo usato. È come se il coltello segnasse l’appartenenza al gruppo, come se fosse il simbolo del superamento di un rito di iniziazione. Riunirsi in comitive chiassose e monellesche, cementate da una fedeltà di gruppo e gerarchicamente organizzate, non è né prerogativa dei maranza né dei nostri tempi.

Anche molti di noi da giovani ne hanno fatto parte, vittime o carnefici a seconda dei casi delle dinamiche di gruppo che si generano e che non di rado sfociano in scazzottate fragorose. A memoria non è dato però ricordare una ostentazione e un uso dell’aggressività e della violenza sistematico come quello a cui assistiamo oggi. Né, soprattutto, nei gruppi della nostra gioventù circolavano coltelli o altre armi di offese, al massimo qualche rudimentale fionda che veniva usata per rompere i vetri o, al vertice........

© Libero Quotidiano