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Così i vizi privati possono realizzare il bene pubblico

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L’espressione “vizi privati, pubbliche virtù” è entrata nel linguaggio comune. Pochi sanno però che essa risale all’uso che ne fece Bernard Mandeville (1670-1733), medico e filosofo olandese operante soprattutto a Londra, come sottotitolo di un suo fortunato apologo pubblicato perla prima volta nel 1713: la “Favola delle api”. Si tratta di un piccolo classico, più volte tradotto in varie edizioni in italiano, ma che ora la Silvio Berlusconi Editore ci presenta per la prima volta nella sue versione originale in versi (pagine 328, euro 38). Scelta particolarmente opportuna perché ci restituisce in pieno il tono satirico dell’opera.

La traduzione è fatta sull’edizione del 1932, che comprende una Parte seconda aggiunta in un secondo momento dall’autore in cui, attraverso riflessioni e note, viene esplicitata la filosofia che ne è alla base e che concerne temi teorici di importanza capitale quali la natura umana, lo statuto delle passioni, i rapporti fra morale ed economia.

VIZI PRIVATI E VIRTÙ Anche se nell’uso quotidiano l’espressione ha subito non pochi slittamenti semantici, per Mandeville essa serve a giustificare la radicale riscrittura dei valori morali avvenuta con l’illuminismo (e in genere con la........

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