menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L'irregolare della nostra musica che non si fece mai imbrigliare

4 0
thursday

Ivan Graziani: cosa rimane di questo cantautore, di questo spirito libero non incline ai compromessi, dotato di una cifra stilistica unica, a ottant’anni dalla nascita e a 28 anni dalla prematura scomparsa, avvenuta il primo gennaio del 1997? Il suo essere irregolare, sfuggente dinanzi a ogni tentativo di etichettarlo, l’importanza delle emozioni nei suoi testi, l’avversione alle logiche commerciali. Tutto ciò suscita ancora curiosità e con essa quella sorta di rispetto che si deve a un musicista vintage e innovativo al tempo stesso. Ripercorrendo la sua esperienza artistica attraverso la monografia di Federico Falcone – Ivan Graziani, Ianieri ediz., pp.230, euro 19 – si resta colpiti principalmente dalla capacità di questo cantautore di reinventarsi fino a raggiungere la piena maturità. Parte dalle serate nei locali di Ascoli Piceno (Ivan Graziani era nato a Teramo nel 1945) con Nino Dale e la sua orchestra per dare poi vita all’Anonima sound e giungere a capire, all’inizio degli anni Settanta, che la strada da percorrere era quella da solista. A fare da sfondo alla sua ambizione la città di Urbino, dove era stato ammesso all’Istituto di Arti grafiche, altra passione a lungo coltivata, e dove incontra la compagna della vita, Anna Bischi, così preziosa per i........

© Libero Quotidiano