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I diritti non sono opinioni

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Ci sono notizie che, lette singolarmente, sembrano episodi destinati a occupare le pagine dei giornali per qualche giorno. Ma quando si mettono una accanto all’altra smettono di essere cronaca e diventano il ritratto di un’epoca.

In pochi giorni abbiamo assistito a tre vicende diverse. Una guida redatta dalla Società Italiana di Pediatria per aiutare medici e operatori sanitari ad accogliere senza pregiudizi i minori LGBTQIA è finita sotto attacco politico. A Siracusa la scelta di Heather Parisi come madrina del Pride ha aperto una frattura profonda all’interno del movimento LGBTQIA , tra chi ritiene incompatibili alcune sue posizioni pubbliche con i valori della manifestazione e chi rivendica il diritto al confronto. Nel frattempo, in Romania, il Pride di Oradea è stato vietato, costringendo oltre centoventi associazioni europee a denunciare un nuovo attacco alla libertà di manifestazione.

Tre fatti diversi. Eppure raccontano la stessa storia. Viviamo in un tempo in cui i diritti delle persone LGBTQIA non vengono più messi in discussione frontalmente, come accadeva decenni fa. Sarebbe troppo evidente, troppo difficile da giustificare in una democrazia europea. Oggi il meccanismo è più sottile. Si sposta continuamente il terreno del dibattito, fino a far dimenticare quale sia il punto........

© La Voce d'Italia