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Luna Silvia Dragonieri: «I Mattia Bazar? Anche Callas si sentirebbe dire che non è Antonella Ruggiero» – L’INTERVISTA

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08.10.2026

Chiacchierare con Luna Silvia Dragonieri fa tornare in mente Harper Valley P.T.A., vecchia canzone scritta da Tom T. Hall e portata al successo da Jeannie C. Riley nel ’68: la storia di una donna che si ritrova davanti al tribunale morale di una piccola comunità e, invece di difendersi, finisce per chiedere conto ai suoi giudici.

Non perché Dragonieri sia quella donna, naturalmente. È qualcosa del modo in cui porta avanti le sue idee, la naturalezza con cui attraversa temi come fede, transfemminismo e potere, senza trasformarle in slogan o confessioni. Tutto solo per ridere, un attimo dopo, del destino quasi impossibile di chi canta nei Matia Bazar. «Anche se tornasse Maria Callas, le direbbero: non sei Antonella Ruggiero». Resta l’impressione di una donna che ha incontrato parecchie volte qualcuno pronto a spiegarle come avrebbe dovuto essere. E che ha imparato a non lasciargli l’ultima parola.

Oggi, alle 20.30, la cantante sarà a Bari, a Santa Teresa dei Maschi, per Notti Sacre Ricercari, con Tuasorellaminore, il suo progetto tra elettronica, voce e musica sacra.

Partiamo da «Tuasorellaminore». Lei prende la musica religiosa e la attraversa con elettronica, loop, voce. Che rapporto ha con il sacro?

«In questo progetto è prima di tutto un rapporto artistico, di ispirazione rispetto a quello che il sacro e la storia delle religioni ci hanno lasciato. C’è naturalmente la tradizione cristiano-cattolica, ma non soltanto: ci sono influenze di altre religioni. Bari, con San........

© La Sentinella del Canavese