Nell’associazione della lingua friulana entrano quattro Comuni veneti
Sono in 150, stanno per diventare 154. Sono i Comuni aderenti all’Aclif, l’Assemblea della Comunità linguistica friulana. Più che la quantità, però, a pesare è la qualità delle new entry. Tutte dal Friuli occidentale, o meglio dal Friûl di soreli a mont, come viene definito nel sito dell’associazione.
O meglio ancora dal Veneto Orientale: le nuove adesioni da ratificare, in rigoroso ordine alfabetico, sono infatti quelle di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro, i quattro comuni friulanofoni del Veneto che non fanno ancora parte dell’associazione, alla quale hanno invece già aderito da tempo Cinto Caomaggiore, San Michele e Teglio.
Marilenghe e referendum
Le quattro nuove adesioni saranno ratificate dall’Aclif nell’assemblea di mercoledì, chiamata anche a scegliere il successore di Sergon, in carica dal 2023, quando raccolse il testimone da Markus Maurmair, l’ex sindaco di Valvasone Arzene che lasciò la guida dell’assemblea dopo il suo ingresso in Consiglio regionale. Se la marilenghe è il catalizzatore, dietro alle pulsioni friulaniste c’è soprattutto la prospettiva di vantaggi legati all’autonomia speciale e alla maggiore capacità di spesa della Regione Friuli Venezia Giulia e dei suoi enti locali: più servizi per chi va a scuola e gli anziani, imposte locali più basse, bonus appetibili come quello sul fotovoltaico, salari più alti per i dipendenti pubblici.
Benefit che rendono la sponda sinistra del Tagliamento e del Livenza più appetibile per cittadini e imprese. Da........
