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Trieste, esplosione in un condominio di via Baiamonti: due intossicati, 25 famiglie sfollate, morto un cane

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05.04.2026

Un'abitazione al quinto e ultimo piano del civico 16 di via Baiamonti a Trieste è esplosa poco dopo le 12 di oggi, domenica 5 aprile.

Da quanto è dato sapere finora due persone sono rimaste intossicate, tra cui una signora di 56 anni che abita nell'appartamento accanto a quello esploso. Sul corpo della signora sono crollati pezzi di muro.

Nell'appartamento colpito dall’esplosione era ospite una giovane coppia. Si è salvata perché i due erano fuori di casa a portare a passeggio il cane.

Morto un cane, 25 famiglie sfollate

L'esplosione ha ucciso un cagnolino di cinque anni, Loki, che si trovava nell'appartamento accanto a quello scoppiato. Il proprietario, il signor Sponza, in quel momento era fuori di casa.

E’ crollata parte della facciata e del tetto. Le macerie hanno distrutto un'auto parcheggiata di fronte al palazzo. È un miracolo che nessuno passasse a piedi in quel momento. 

L’intera palazzina è stata dichiarata inagibile con venticinque famiglie che sono state sfollate.

Sul posto si sono riversate tre squadre dei Vigili del fuoco (da Trieste, Opicina e Muggia) supportate da un’autoscala e un’autobotte, le ambulanze del 118, la Polizia locale e i Carabinieri. Giunti sul posto, i Vigili del Fuoco hanno immediatamente avviato le operazioni di spegnimento delle fiamme e la ricerca di eventuali persone coinvolte.

"Avevamo pranzato e poi lavato i piatti - racconta la coppia (una giovane triestina e un ragazzo pachistano) che poco prima dell'esplosione si trovava dentro l'alloggio. Noi non abitiamo qui, perché in questa casa è di un'altra persona. Noi siamo ospiti. Dopo il pranzo siamo usciti a portare il cane e quando siamo rientrati abbiamo visto il disastro".

La dinamica dell'accaduto è oggetto di indagini da parte della Polizia e dei Carabinieri.

A insospettire, infatti, è un litigio tra due persone straniere avvenuto subito dopo l'esplosione. "Guarda cosa hai fatto", ha urlato un giovane all'indirizzo del ragazzo pachistano". C'è un video che lo documenta.

"La mamma di mia moglie mi ha raccontato di aver sentito litigare e urlare... e poi, dopo un po', è esploso tutto. Così mi ha raccontato". È la testimonianza di un quarantatreenne di origini kosovare, parente della cinquantaseienne rimasta intossicata e ferita alle gambe dal crollo di un muro. "Non so cosa pensare, mi pare tutto molto strano".

Era il 10 febbraio del 2015 quando un boato scosse via Baiamonti.

Ricordando la fuga di gas e il crollo che uccise due persone, i residenti si interrogano anche sull’abbandono dell’edificio

Le foto di Massimo Silvano 


© La Nuova di Venezia