Biennale Arte 2026, ecco il Padiglione Venezia: «Note persistenti per ascoltare la città»
Note che pungono, che suscitano un ricordo, che chiedono attenzione, che restano impresse. Il padiglione Venezia che vedremo alla 61. Esposizione d’Arte Internazionale della Biennale traduce il tema “In Minor Keys” (“In tonalità in minori”) in “Note persistenti”. Un percorso che, dal 9 maggio, si snoderà in quattro note che sono quattro dimensioni simboliche della città: sommersa, domestica, mitologica e collettiva. Cuore pulsante il pianista e producer Dardust insieme allo scenografo Paolo Fantin, in un’opera che unirà performance, musica e tecnologia. Prima, i visitatori incontreranno i finalisti del concorso per giovani artisti under 35 Artefici del nostro tempo. Sempre nel fil rouge della persistenza, c’è un’opera di Alberto Scodro (è la terza nota, “sommersa”) e infine il Diario veneziano di Emilia Kabakov, uno snodo espositivo parallelo a quello che........
