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“L’obesità metabolicamente sana non esiste”. Lo studio che ribalta il (falso) mito

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17.04.2026

“L’obesità metabolicamente sana non esiste”. Lo studio che ribalta il (falso) mito

“L’obesità metabolicamente sana non esiste”. Lo studio che ribalta il (falso) mito

Anche chi ha parametri metabolici perfetti corre un rischio significativamente maggiore di malattie gravi e mortalità precoce. Lo confermano gli esperti della Società italiana dell’obesità (Sio)

Obesità “metabolicamente sana”: non esiste

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Sono due concetti in antitesi, secondo le evidenze scientifiche più recenti: non si può essere obesi e in salute; anche chi ha parametri metabolici perfetti corre un rischio significativamente maggiore di malattie gravi e mortalità precoce. Lo confermano gli esperti della Società italiana dell’obesità (Sio), che rilanciano uno studio dell’Imperial College London pubblicato sull’American Journal of Preventive Cardiology, smontando definitivamente il mito dell’obesità “metabolicamente sana”.

“Per anni il concetto di ‘metabolicamente sano’ è stato il porto sicuro per chi convive con un forte eccesso di peso ma mostrava analisi del sangue perfette, niente diabete, pressione nella norma e colesterolo sotto controllo — afferma il presidente Sio, Silvio Buscemi — Ma la scienza accende un semaforo rosso: quel porto sicuro non esiste. Anche quando i parametri metabolici sono impeccabili, l’obesità aumenta drasticamente il rischio di malattie gravi rispetto a chi ha un peso nella norma”.

Lo studio britannico, basato sui dati della UK Biobank, ha seguito oltre 157mila persone per 13 anni. I risultati non lasciano spazio a dubbi: chi vive con obesità, pur senza complicanze immediate, affronta un rischio più alto di sviluppare malattie cardiovascolari aterosclerotiche, con incrementi del rischio fino al 46% negli uomini e al 34% nelle donne. Il pericolo di insufficienza cardiaca cresce ancora di più, mentre la possibilità di sviluppare fegato grasso associato a disfunzione metabolica raggiunge aumenti allarmanti: 137% negli uomini e 344% nelle donne. Anche senza malattie metaboliche evidenti, il rischio di morte per qualsiasi causa sale significativamente: del 36% per gli uomini e del 27% per le donne.

Buscemi sottolinea che se all’obesità si sommano problemi metabolici classici come ipertensione, diabete o dislipidemia, i tassi di eventi gravi raddoppiano. “Il rischio non è acceso o spento, ma segue un gradiente preciso: più il peso aumenta e più si accumulano disturbi metabolici, maggiore è la probabilità di ricoveri per infarto, ictus o insufficienza renale”.

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Le differenze di genere

Un elemento chiave riguarda le differenze di genere. L’impatto dell’obesità sulle donne sembra essere più aggressivo, in particolare quando il grasso si accumula nella zona addominale. Anche donne con un peso normale secondo l’indice di massa corporea ma con obesità centrale, con girovita superiore a 88 centimetri, corrono rischi significativamente più alti. Questo dimostra che non conta solo quanto si pesa, ma anche dove il grasso si accumula. Il vero fattore di rischio nascosto è l’infiammazione cronica di basso grado. “Se il grasso fa male anche quando gli zuccheri nel sangue sono a posto — spiega Buscemi — è perché il tessuto adiposo non è un deposito inerte, ma un organo attivo che rilascia sostanze infiammatorie. La proteina C-reattiva, marker dell’infiammazione, può mediare fino al 48% del rischio cardiovascolare nelle donne ‘sane ma obese’. Il corpo resta in uno stato di perenne allerta che logora arterie e organi”.

Attenzione fin da giovani

Anche i più giovani non sono immuni. L’obesità pediatrica, anche quando non presenta segni evidenti di malattia metabolica, aumenta il rischio cardiometabolico già nell’infanzia. Uno studio svedese del Karolinska Institutet su oltre 7.000 bambini con obesità, seguiti fino ai 30 anni, ha mostrato che anche i piccoli considerati “metabolicamente sani” hanno una probabilità significativamente più alta di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione e dislipidemia rispetto ai coetanei normopeso.

“Con circa 300 milioni di persone nel mondo considerate ‘obese ma sane’ — conclude Buscemi — l’obesità non è un problema da ignorare finché non compaiono malattie. Agire oggi sul peso, con stile di vita o nuove terapie farmacologiche, significa disinnescare una vera e propria bomba a orologeria per la salute futura”.

La Sio invita a sostenere la ricerca e la prevenzione che consentono di finanziare studi indipendenti, campagne di informazione e borse di studio per giovani ricercatori impegnati a contrastare questa epidemia globale.

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