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Nuova doccia fredda nel finale. Il Bologna si prende tutto ai nerazzurri restano i "se" e i "ma"

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03.03.2026

Un palo di Castro poi quattro occasioni per la squadra di Hiljemark. Sul gong la risolve Odgaard

di Saverio BargagnaPISATutte le partite felici si somigliano; ogni partita infelice è invece disgraziata a modo suo. Parafrasando l’incipit del capolavoro "Anna Karenina", il Pisa perde di nuovo all’Arena: stavolta chinando la testa di fronte alla magia del danese Odgaard giunta proprio sul gong. Un gol capolavoro al novantesimo che punisce una squadra combattiva, ma come sempre sterile. E se non segni mai, prima o poi finisce male. Chi la chiama sfortuna, forse, non ha torto. Sicuramente non sbaglia chi la chiama "categoria": la Serie A è questa, singoli che la risolvono mentre altri sbagliano. E ormai l’abbiamo imparato bene... a suon di sberle.

Detto questo, il Pisa almeno stavolta ci prova. Hiljemark cambia sei uomini e schema rispetto al primo tempo di Firenze. In difesa fuori Canestrelli e Bozhinov, dentro Calabresi e Coppola. Cerniera di centrocampo più folta con Hojholt e Aebischer mentre a destra c’è Leris. In attacco torna Durosinmi. Ne esce un 3-5-2 equilibrato che nel complesso garantisce maggiore copertura e un pressing organizzato. Tradotto, un atteggiamento più aggressivo che pare già un passo avanti rispetto all’arrendevolezza delle ultime uscite.

Poi, per carità, il Pisa continua ad avere i soliti problemi in chiave offensiva: si alternano i centravanti (Nzola, Meister, Durosinmi e Stojilkovic), non cambia il risultato. Alla fine di un primo tempo equilibrato sul taccuino restano solo le due occasioni del Bologna. Al 24esimo Castro grazia Nicolas a tu per tu. Dieci minuti dopo, invece, colpisce il palo con una conclusione a giro pregevole.

Nella ripresa il Pisa fa di più e potrebbe davvero passare, anzi lo meriterebbe. Al 14esimo Skorupski compie una grande uscita su Leris, mentre Moreo impegna il portiere polacco di testa. Ancora Skorupski salva sul neoentrato Piccinini e dove non arriva il polacco, c’è Zortea che sulla linea ferma Stojilkovic. Quattro occasioni nitide, eppure è il Bologna a segnare e a portarsi a casa l’intera posta in palio. La sassata nel sette di Odgaard, entrato da poco, spezza la serata e i residui sogni di gloria.

E ora? In termini di pura classifica non cambia niente: i nerazzurri restano a distanza siderale (nove punti) dalla zona salvezza. Per il morale è una nuova mazzata. Il tutto in attesa della sfida di sabato a Torino contro la Juventus. Arrivati a questo punto, non c’è proprio più niente da perdere.

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