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Nel 2027 lo svaso del lago di Vagli. “Ma servono parcheggi e strade”

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10.03.2026

L’antico paese di Fabbriche di Careggine (foto Borghesi)

Vagli (Lucca), 10 marzo 2026 – L’attesa è tanta. Anche perché sono 33 anni che il lago di Vagli non viene svuotato. Per questo l’annuncio che nell’estate del 2027 il lago sarà svuotato ha immediatamente riacceso l’interesse. Sedici mesi da ora.

È quando tornerà alla luce l’antico paese di Fabbriche di Careggine, quello sommerso che, dal 1953, si trova nel lago di Vagli e che non è stato più scoperto dall’estate 1994. Da allora saranno passati ben 33 anni. Un periodo lunghissimo se consideriamo che in passato lo svuotamento avveniva mediamente ogni 10/16 anni: risalgono infatti al 1958, al 1974, al 1983 i precedenti, prima dell’ultima volta nel 1994. Il rinvio di anno in anno è stato determinato da diversi fattori, non ultimi la pandemia da Sars-COV-2 nel 2020 e 2021, poi anche la siccità dell’anno 2022 che sconsigliò lo svuotamento anche nell’estate 2023.

Già dal 25 novembre 2020 Enel Green Power Italia srl aveva inviato alla Regione Toscana il piano operativo di svaso relativo al bacino Vagli, richiesta poi approvata l’otto giugno 2021 e che prevedeva lo svaso nella primavera 2023. Successivamente, il 28 dicembre 2022, il Consiglio dei Ministri deliberò la proroga di 12 mesi dello stato di emergenza idrica, in relazione alla situazione di deficit idrico e al perdurare di condizioni di scarsa piovosità, tali da compromettere il soddisfacimento dei bisogni idrici della pianura di Lucca nel periodo estivo.

Così un decreto della Regione Toscana del 30 maggio 2023 aveva rinviato lo svaso alla primavera del 2024. Data che non è stata rispettata e finora è stata rinviata. Nel frattempo Enel ha seguito soluzioni alternative rispetto allo svuotamento del grande bacino di Vagli. Le attività che dovevano fare a Vagli sono stati in grado di farle con tecnologie subacquee, quindi lo svaso non è più un problema dell’azienda elettrica che aveva a suo tempo ipotizzato un progetto tecnico presentato alla Regione, all’Ufficio dighe per un eventuale svuotamento finalizzato a fare alcune attività che poi sono stati in grado di completare. Oggi c’è un tema che riguarda la Regione e le Amministrazioni locali ovvero tutta la parte organizzativa e turistica. Opere da fare, a differenza di 32 anni fa: una serie di strade e di parcheggi in sicurezza, alloggi all’aria aperta, ecc. Sono tematiche che non dipendono dall’Enel. Così se oggi si chiede all’Enel se vuole svuotare Vagli la risposta sarebbe un no.

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