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Banca Mps alla resa dei conti: risolto il rapporto con Lovaglio

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08.04.2026

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Siena, 7 aprile 2026 – Il rapporto è finito nel peggiore dei modi, con la “risoluzione unilaterale per giusta causa del rapporto di lavoro”. Tradotto, un licenziamento da direttore generale per Luigi Lovaglio, deciso dal consiglio di amministrazione presieduto da Nicola Maione “a seguito e in conseguenza della revoca delle deleghe deliberata in data 25 marzo”. L’annuncio, nella tarda serata, sancisce la chiusura del rapporto con Lovaglio, dopo la sospensione scattata in contemporanea con il ritiro delle deleghe.

Per l’amministratore delegato che ha guidato la partita Mediobanca, un finale che - negli esiti - ricalca quello del suo predecessore Guido Bastianini, licenziato a marzo 2022 proprio per far posto a Lovaglio. Ne è seguita, inevitabilmente viene da dire, una causa di lavoro.

Ma se quella frattura apriva comunque una nuova stagione, questa arriva nel bel mezzo dell’avvicinamento all’assemblea dei soci convocata per mercoledì prossimo alle 10 nell’auditorium di viale Mazzini. Le previsioni si sprecano, soprattutto sulle percentuali di partenza del voto in assemblea, ma ancora troppe carte devono essere scoperte. Il Sole 24 Ore ha riportato la notizia che Delfin, la holding che fa capo alla famiglia Del Vecchio e guidata da Francesco Milleri, ha depositato le proprie azioni in vista del voto. Si tratta del primo azionista di Rocca Salimbeni, con il 17,5 per cento.

Sul tavolo il confronto è tra la lista del cda, che indica la conferma del presidente Nicola Maione e l’elezione di Fabrizio Palermo (attuale ad di Acea) come amministratore delegato, e quella della Plt Holding della famiglia Tortora, che ha come punto di forza la candidatura di Luigi Lovaglio nel ruolo di amministratore delegato (con Cesare Bisoni presidente).

Estromesso a tutti gli effetti dalla carica di direttore generale. Con una rottura mai così fragorosa.

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