Polo Universitario. Agricoltura e turismo. Binomio per il futuro
Agricoltura di qualità e turismo sostenibile: due pilastri per la Maremma
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Agricoltura di qualità e turismo sostenibile come leve strategiche per il futuro della Maremma. È questo il tema al centro dell’incontro in programma oggi alla Fondazione Polo Universitario Grossetano, nell’ambito del ciclo di conferenze dedicato al rapporto tra territorio rurale, memoria e sviluppo a 75 anni dalla riforma agraria. L’appuntamento, che prenderà il via alle 16, riunisce esperti, accademici e operatori del settore per analizzare le nuove prospettive dell’agricoltura maremmana, sempre più orientata verso modelli multifunzionali. Tra i relatori figurano rappresentanti del mondo universitario, delle associazioni di categoria e del sistema dei parchi, con interventi che spaziano dalla qualità delle produzioni al ruolo del turismo rurale. Intervengono Vittoria Fronterrè (Università di Siena), Andrea Masini (Terranostra), Andrea Mazzanti (Agriturist), Alessia Stella (Turismo Verde), Salvatore Livreri Console (direttore Parco nazionale delle Colline Metallifere - Tuscan Mining Unesco Geopark), Fabrizio Santini Uo Sostenibilità - Parco nazionale Colline metallifere - Tuscan Mining Unesco Geopark).
Al centro del confronto, il legame sempre più stretto tra agricoltura e servizi, in un contesto come quello della Maremma dove il settore primario continua a rappresentare un pilastro economico e identitario. La sfida, emersa dagli interventi, è quella di coniugare competitività e sostenibilità, puntando su filiere corte, valorizzazione delle produzioni locali e integrazione con l’offerta turistica. Un ruolo significativo in questo percorso è svolto dal Parco nazionale delle Colline metallifere, riconosciuto come Geoparco Unesco e impegnato nella promozione della Carta Europea del Turismo Sostenibile. Un’esperienza che dimostra come la tutela del paesaggio e delle risorse naturali possa andare di pari passo con lo sviluppo economico.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come l’innovazione in agricoltura non sia solo tecnologica, ma riguardi anche i modelli di business: dall’agriturismo all’agricoltura sociale, fino alla vendita diretta e alle piattaforme digitali, strumenti che permettono alle aziende di aumentare il valore aggiunto e ridurre la dipendenza dalle fluttuazioni dei mercati.
La provincia di Grosseto, con la sua forte vocazione agricola, si conferma così un laboratorio di sperimentazione per nuove forme di ruralità, oggi inserite nel più ampio Distretto rurale della Toscana del Sud. Un contesto in cui tradizione e innovazione si intrecciano, dando vita a un modello di sviluppo che punta sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle identità locali.
L’iniziativa, a partecipazione libera, si inserisce in un percorso più ampio promosso dal Polo Universitario Grossetano, sempre più attivo nella divulgazione scientifica e nell’approfondimento dei temi legati all’agricoltura e al territorio. Un segnale di attenzione verso un comparto che, oggi più che mai, è chiamato a interpretare i cambiamenti economici e ambientali in atto. il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 13 maggio e si parlerà di ’Distretti rurali, distretti biologici e comunità del cibo: l’esperienza del distretto biologico della Maremma toscana’.
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