menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Vendita dell’ex Giorgi ”Lucca entra in un mercato di visione internazionale“

8 0
18.03.2026

L’ex complesso “ex Giorgi” è stato venduto dalla Camera di Commercio

Articolo: Nei guai per ricettazione, 2 bolle papali nella villa in vendita tra Lucca e la Versilia

Articolo: Ville e casali, Lucca fa gola agli stranieri. In 5 anni valori cresciuti più del lago di Como e Firenze

Articolo: Mercato immobiliare: "Sempre più stranieri comprano casa a Lucca"

Serena Mammini, già assessora all’urbanistica nella giunta Tambellini e oggi consigliera comunale del Pd componente la Commissione urbanistica, interviene a proposito della vendita del complesso “ex Giorgi” definendo l’atto "un passaggio rilevante, perché si tratta di un recupero del patrimonio edilizio esistente, e segna l’ingresso di Lucca in un mercato di visione internazionale, con le opportunità e le tensioni che ciò comporta". Conferendo, secondo Mammini, una prospettiva di riuso.

"La procedura pubblica, conclusa con l’aggiudicazione per 5,72 milioni di euro – dichiara – consentirà alla Camera di Commercio di reinvestire risorse sul territorio, a partire dal Polo Tecnologico Lucchese: operazioni come questa ricordano che il recupero e la rigenerazione urbana non sono slogan né un terreno di polemica elettorale, bensì processi culturali e politici che richiedono tempo, coerenza e la capacità di tenere insieme tutela, sviluppo e interesse collettivo; quando questo equilibrio regge, i risultati arrivano, anche senza proclami e questo accade anche perché Lucca dispone di uno strumento urbanistico che indica una direzione".

L’operazione ex Giorgi "dimostra che il Piano Operativo è costruito con regole chiare e che ha iniziato a funzionare; è stato detto che il Piano “bloccava e allontanava gli investitori”, che le schede norma erano irrealizzabili: certamente richiedono qualcosa in cambio all’investitore che va oltre gli oneri, ma sono state pensate così per una ragione semplice, fare in modo che ogni trasformazione produca valore non solo per chi investe, ma anche per la città, in termini di qualità urbana, spazi pubblici e servizi".

L’ex assessora non ha dubbi nemmeno rispetto al riuso e alla rigenerazione "che non significano soltanto recuperare un edificio ma chiudono ferite urbane, restituiscono continuità, riportano vita a un pezzo di città, evitano che il patrimonio pubblico rimanga o diventi un problema irrisolto".

Mammini fa proprio un concetto: "L’ex Giorgi dimostra che la pianificazione non è un esercizio astratto, quando è seria e ponderata produce effetti, spesso anche oltre i mandati amministrativi; il Piano Operativo non ha promesso rendite facili ma indicato una strada chiara, la tutela dell’impianto storico; nessun incremento volumetrico, riuso compatibile, mix funzionale". Mammini parla anche del dibattito pubblico che – osserva – "tende a sovrapporre due questioni diverse: il riuso di immobili complessi e le politiche dell’abitare. Il tema della casa esiste ed è reale, ma le sue cause principali stanno altrove rispetto ai grandi complessi dismessi, come la diffusione degli affitti brevi, la scarsità di offerta nel mercato ordinario, l’aumento dei valori immobiliari e la crescente difficoltà dei giovani ad accedere alla casa".

E se il recupero di grandi edifici storici richiede investimenti molto elevati e funzioni compatibili con strutture spesso vincolate e difficili da trasformare, "le politiche per la casa richiedono condizioni diverse: aree adeguate, costi sostenibili, programmi pubblici o convenzionati: per questo il Piano Operativo individua previsioni residenziali destinate all’edilizia pubblica o sociale in contesti dove queste possono essere realmente realizzate", perciò, conclude, "confondere questi due livelli non aiuta a capire il problema; riuso o rigenerazione urbana e politiche per la casa non sono alternative ma necessarie per mantenere viva una città: il punto non è contrapporle ma farle procedere insieme".

© Riproduzione riservata


© La Nazione